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Covid: giudice Giorgianni, ‘io e Gratteri diffamati, non farò il vaccino ma non chiamatemi no vax’

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Palermo, 26 mar. (Adnkronos) – “Siamo stati bollati come due dei peggiori negazionisti del Covid, antivaccinisti, e diffusori di pericolose fake news. E il mio collega Gratteri è stato attaccato, solo per avere accettato di firmare la prefazione del libro gli è stato appioppato l’epiteto di negazionista. Basta. Farò la querela, come ho già detto e lo confermo anche oggi. In quell’articolo, e in altri che poi sono stati pubblicati, ci sono affermazioni che hanno un contenuto diffamatorio”. A parlare, in una intervista esclusiva all’Adnkronos, è Angelo Giorgianni, 66 anni, giudice presso la Corte d’Appello di Messina e autore del libro ‘Strage di Stato-Le verità nascoste della Covid-19′ con la prefazione di Nicola Gratteri, Procuratore di Catanzaro. Nel libro, scritto con il medico Pasquale Bacco, Giorgianni spiega quali sarebbero stati, a suo modo di vedere, “gli errori commessi” dall’inizio della pandemia. “E’ un libro-inchiesta in cui ogni affermazione è circostanziata ed è legata a un riferimento preciso”, spiega il giudice che ha già fatto sapere che non si vaccinerà ma che non vuole essere definito un “no vax”.

Nei mesi scorsi, insieme con Bacco, Giorgianni ha più volte ribadito i suoi “dubbi” sulla pandemia. E nel luglio 2020 aveva anche partecipato, alla Camera dei deputati, a una conferenza stampa in cui aveva detto: “Questa pandemia è uno strumento di ingegneria sociale, che serviva per realizzare un colpo di Stato globale. Quello che vediamo è la punta di un iceberg di un progetto di governo mondiale”. Secondo Giorgianni abbiamo avuto “una strage di Stato, omicidi di Stato”, convinto che in questo Paese ci sia stata “una dittatura sanitaria”.

Ma la notizia, apparsa ieri su Il Foglio, della prefazione firmata da Gratteri, ha sollevato un polverone. Adesso Giorgianni, che è anche Presidente dell’Associazione L’Eretico, Associazione che raggruppa scienziati eretici, giuristi e persone della società civile e portavoce dell’Organizzazione Mondiale della Vita, va al contrattacco e spiega perché, a suo dire, ha subito “attacchi ingiusti” sul libro e perché anche il magistrato Gratteri, firmando la prefazione, “è stato diffamato”. “Siamo in uno stato di diritto in cui uno può esprimere la propria idea, a maggior ragione quando io la mia idea la esprimo sulla base di una documentazione scientifica. Dunque, mi sembra quantomeno fuori le righe questo attacco. Non si può ingiuriare una persona ingiustamente”, dice, ribadendo la querela per diffamazione.

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