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Covid: Federfarma Palermo, ‘già quasi 9mila immunizzazioni, al via anche terza dose’

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Palermo, 25 ott. (Adnkronos) – Prosegue e si rafforza il contributo delle farmacie palermitane alla campagna vaccinale. Nelle 67 farmacie (45 a Palermo e 22 in provincia) che sin dallo scorso 6 settembre effettuano a pieno ritmo vaccinazioni anti-Covid, è già possibile prenotare anche la terza dose per i soggetti per i quali è stata prevista dalle autorità sanitarie. Sarà inoculata con le stesse modalità stabilite dal protocollo del 21 giugno scorso tra la Regione siciliana e le associazioni di categoria delle farmacie convenzionate. Lo chiarisce una circolare a firma di Roberto Tobia, segretario nazionale e presidente provinciale di Federfarma, nella quale si sottolinea che le farmacie accreditate sono pronte a inoculare all’interno degli spazi appositamente predisposti la ‘dose booster’ di Pfizer-BioNTech a over 80, a personale e ospiti dei presidi residenziali per anziani, al personale sanitario e agli over 60, purché, come indicato dalle autorità nazionali, siano trascorsi almeno sei mesi dalla seconda dose, indipendentemente dal tipo di vaccino utilizzato nelle precedenti somministrazioni.

Sono esclusi dalla vaccinazione in farmacia i soggetti estremamente vulnerabili e quelli con anamnesi positiva per pregressa reazione allergica grave o anafilattica. In queste stesse farmacie la scorsa settimana, la settima, sono state inoculate 1.464 fra prime e seconde dosi (1.098 in città e 366 in provincia) portando a 8.892 immunizzazioni (6.708 in città e 2.184 in provincia) il contributo totale delle farmacie del territorio alla campagna vaccinale. Allo stesso tempo prosegue a ritmo serrato il servizio di test sierologici e tamponi antigenici rapidi nelle 80 farmacie accreditate (46 in città e 34 in provincia), alcune delle quali hanno accolto l’appello del commissario per l’emergenza Covid, generale Francesco Paolo Figliuolo, garantendo l’operatività anche durante l’orario di chiusura. A questi due servizi si aggiunge ora quello della vaccinazione antinfluenzale. Mentre i soggetti fragili possono essere vaccinati esclusivamente dal medico di medicina generale, tutti gli altri cittadini possono scegliere di acquistare presso qualsiasi farmacia uno dei vaccini disponibili sul mercato, che lo Stato classifica come farmaci di fascia C, quindi vendibili dietro presentazione di ricetta medica e a totale carico dei cittadini. Il costo della dose, da prezzi di listino, varia da un minimo di 8,50 euro a un massimo di 18 euro circa, a seconda del prodotto scelto.  

“Con i provvedimenti adottati dal ministro della Salute, Roberto Speranza, e dai sottosegretari Pierpaolo Sileri e Andrea Costa, fortemente voluti da Federfarma – dice il presidente di Federfarma Palermo, Roberto Tobia -, lo Stato per la prima volta valorizza il ruolo di operatore sanitario svolto dal farmacista nell’ambito del Servizio sanitario nazionale e, quindi, abilitato a svolgere operazioni di tipo assistenziale di primo e secondo livello, dalla prevenzione al monitoraggio, che già durante l’emergenza Covid si sono rivelate estremamente importanti. La preparazione di gel disinfettanti, l’organizzazione delle reti per l’ossigeno, i test con prelievo di sangue capillare, l’esecuzione dei tamponi, il rilascio dei Green pass, le vaccinazioni contro Covid e influenza sono solo l’inizio di una evoluzione”. “Le farmacie cominciano a evolversi dalla semplice ‘dispensazione del farmaco’ – che rimane il primo pilastro della farmacia al servizio del cittadino – verso il servizio di ‘accompagnamento dei pazienti nel loro percorso di cura’ – dice ancora Tobia -, puntando sulla piena attivazione del Dossier farmaceutico e del Fascicolo sanitario elettronico, con l’obiettivo di una presa in carico del paziente e della sua aderenza alla terapia. Cioè, lo Stato sta inserendo le farmacie nelle reti territoriali di assistenza, così come previsto dalla legge sulla ‘Farmacia dei servizi’, trasformandole in strutture sanitarie integrate nel Servizio sanitario nazionale che, in collaborazione con i medici, siano in grado di erogare servizi sanitari, partecipare all’assistenza domiciliare, fornire prestazioni di secondo livello attraverso percorsi diagnostico-terapeutici per patologie specifiche, erogare particolari farmaci di piani terapeutici (Distribuzione per conto) che finora si ritirano solo in ospedale, monitorare l’aderenza dei pazienti cronici ai piani terapeutici, eseguire analisi di sangue e urine, erogare prestazioni di telemedicina”.  

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