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Coronavirus, Upa Padova: “Inaccettabile chiusura saloni acconciatura ed estetica fino a 1 giugno”

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Padova, 27 apr. (Adnkronos) – “Incomprensibile e inaccettabile”. Così il Presidente di Confartigianato Imprese Padova Roberto Boschetto definisce la decisione del Governo di rinviare al 1° giugno la riapertura di acconciatori e centri estetici. “Con senso di responsabilità – sostiene Boschetto – Confartigianato ha elaborato e presentato proposte dettagliate su come tornare a svolgere queste attività, osservando scrupolosamente le indicazioni delle autorità sanitarie su distanziamento, dispositivi di protezione individuale pulizia, sanificazione”.

“Proposte che penalizzano fortemente le nostre possibilità di ricavo, ma siamo consapevoli della loro necessità, per ora. Non abbiamo ricevuto alcuna risposta. E ora non accettiamo che le attenzioni del Governo siano rivolte ad altri settori e si limitino ad una incomprensibile dilazione per le nostre attività. Del resto, al 1° giugno cosa potremo fare di più rispetto ad oggi in termini di sicurezza? Si può far stare fermi, con costi continui e ricavi azzerati per gli interi mesi di marzo, aprile, maggio? No, non ci stiamo. Finora siamo stati alle regole, ma la prospettiva di un altro mese e più di fermo obbligato non l’accettiamo. Questo procura un allarme che potrebbe causare, in alcuni casi, anche disobbedienza civile”.

L’Ufficio studi di Confartigianato Imprese Padova “ha stimato che, durante il lockdown, i 2236 saloni di acconciatura ed estetica che operano nella nostra provincia stanno perdendo oltre 16 milioni e 4mila Euro”.

“Non è più sostenibile questa situazione – precisa Ennio Mazzon, Presidente del Sistema di Categoria Acconciatura ed Estetica di Confartigianato Imprese Padova. Le nostre imprese occupano oltre 4500 addetti. Come possiamo pensare di riprendere senza subire gravissime conseguenze? Acconciatura ed estetica rappresentano gli unici codici ateco che, dall’inizio dell’emergenza sanitaria, non hanno avuto alcuna possibilità di guadagno. Come aggravante, devono anche fare i conti con il fenomeno dell’abusivismo, che da sempre rappresenta un grave problema del settore, ma che in queste settimane è diventato un autentico danno per la salute pubblica”, sottolinea.

“Servono alcune misure fondamentali e urgenti: avremo poi bisogno di deroghe per permettere di aprire i nostri saloni anche nel fine settimana, dal momento che dovremo procedere con aperture contingentate. E’ poi indispensabile un incremento deciso dei bonus che tenga conto delle gravi conseguenze che subiscono gli operatori del settore – precisa Mazzon. Molti di noi, nonostante abbiano inoltrato la richiesta dei 600 Euro, non hanno ancora visto un euro”. In queste ore i centralini di Confartigianato Imprese Padova non smettono di squillare: “C’è tanta preoccupazione. La scelta di ieri sera ha affievolito le speranze di poter ripartire – spiega Boschetto. Vogliamo davvero affossare il settore?”

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