Coronavirus: Pozzi (Fimmg Milano), ‘novità su tamponi, ora farli a medici di base’
Milano, 16 apr. (Adnkronos) (di Vittoria Vimercati) – “Ebbene sì, oggi l’Ats ci ha comunicato che possiamo richiedere tamponi per i sospetti covid attraverso il loro portale. Ma questo si limita a chi dovrà tornare al lavoro”. E’ quanto spiega all’Adnkronos Anna Carla Pozzi, medico di base a Pioltello e segretario della federazione provinciale di Milano dei medici di base, a proposito della nuova circolare della Direzione Welfare che prevede l’allungamento della quarantena per i sospetti covid e la possibilità di richiedere tamponi per coloro che sono stati in contatto con un malato e devono tornare a lavorare.
Finora, racconta il medico, “io non sono riuscita a ottenere tamponi per i miei pazienti e non l’ho mai fatto nemmeno io. Continuano a dire che il personale sanitario viene tamponato ma di certo non si tratta dei medici di base. I colleghi che hanno ottenuto un tampone sono solo quelli che hanno sviluppato una patologia similcovid. Con il primo tampone positivo vengono poi i fatti tampone di controllo”, che sono tra l’altro gran parte di quelli processati ogni giorno. “Se uno non viene ricoverato è come se non esistesse”, sostiene Pozzi, che continua a fare le visite, nel suo studio di Pioltello.
“Faccio il triage telefonico e cerco di capire se sono covid o meno. Se sono potenziali covid19 li tengo a casa e li monitoro al telefono. Se no, li visito. Li ricevo uno alla volta, non possono venire accompagnati. Ma alcuni all’inizio mentivano, si vergognavano di dire che avevano la febbre. Ora fortunatamente non accade più”. Il problema, sottolinea, “resta che io potrei essere positiva senza saperlo e contagiare i miei pazienti”. Per questo, ora si dovrebbe iniziare a fare i test anche ai medici di base. “Ma – osserva – in Lombardia il territorio è sguarnito, qui c’è una politica molto ‘ospedalo-centrica’, hanno aperto un mega ospedale e non hanno pensato di darci i presidi. Ci siamo reinventati un lavoro e purtroppo non ci siamo riusciti perché molti dei dottori morti in queste settimane sono stati proprio medici di base”.

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