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Coronavirus: Morra, ‘troppi ritardi negli aiuti di Stato a chi ne ha bisogno, la mafia ne approfitta’

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Palermo, 12 mag. (Adnkronos) – (di Elvira Terranova) – “Diciamolo chiaramente, di aiuti reali dello Stato ad oggi non ne sono arrivati un granché, anche perché l’atto ‘d’amore’ chiesto alle banche non è stato profuso… Ecco perché chiedo celerità negli interventi dello Stato. Ogni ora che passa equivale a una possibilità in più per le mafie, perché dispongono di liquidità immediata. Ha ragione il gip di Palermo nella sua ordinanza di custodia cautelare”. E’ la denuncia del Presidente della Commissione nazionale antimafia Nicola Morra che, in una intervista all’Adnkronos, commenta la maxiretata di Palermo, dove la Guardia di Finanza, su tutto il territorio nazionale, ha arrestato 91 persone azzerando il clan mafioso dell’Acqusanta.

Il gip del Tribunale Piergiorgio Morosini nella misura cautelare ha messo guardia sui ritardi degli aiuti di Stato che potrebbero essere letali per le aziende già messe in ginocchio dall’emergenza Coronavirus: “Se è vero che le autorità centrali hanno deciso di stanziare ingenti risorse per il salvataggio di imprese ed esercizi commerciali, con un piano che prevede ammortizzatori sociali e forme di soccorso finanziario e fiscale, va, tuttavia, considerato che l’effettività di quel sostegno passerà per procedure amministrative che difficilmente consentiranno nell’immediato di far fronte alla crisi e che, quindi, potrebbero rivelarsi tardive o, comunque, di complessa attuazione per tante piccole realtà commerciali che già operavano in una situazione di non piena regolarità se non proprio di ”circuito sommerso””, ha detto Morosini. Una denuncia che Morra condivide: “L’Antistato da sempre ha conquistato terreno sottraendolo alla sovranità e alla giurisdizione dello Stato, offrendosi come alternativa credibile a plausibile”, dice Morra.

“Spesso in Sicilia o Calabria il posto di lavoro lo trova la criminalità organizzata, se riescono ad essere incisivi ed efficaci, questo dimostra che loro offrono un welfare che dovrebbe essere priorità dello Stato. Perché hanno più soldi a disposizione – ribadisce il Presidente dell’Antimafia – Noi, invece, abbiamo creato un sistema per cui in molti gangli della pubblica amministrazione si sviluppa un colpevole parassitismo, perché non c’è mai un vero controllo su quello che si fa. Di conseguenza basta anche un dipendente che non lavora come dovrebbe in una sede periferica dell’Inps e ti salta tutto. Per negligenza magari, non dolosa, ma per colpa”.

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