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**Coronavirus: direttore Eco Bergamo, ‘ferita molto profonda ma lavoro in nostro Dna’**

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Milano, 17 apr. (Adnkronos) – Una città ferita ma che nel lavoro ha sempre trovato la forza per rimettersi in piedi. Bergamo non molla e anche oggi prova a ripartire come racconta Alberto Ceresoli, direttore del quotidiano L’Eco di Bergamo che l’1 maggio prossimo compirà 140 anni. “Cominciamo a respirare: il numero dei morti è diminuito, ieri erano una quarantina, calano anche i contagi, le terapie intensive hanno ritmi sostenibili. L’ospedale da campo in fiera ha dato una grossa mano, così come i tre alberghi che sono stati messi a disposizione per ospitare pazienti Covid”, racconta all’Adnkronos.

Il tema della riapertura “è molto controverso: è nel Dna del bergamasco il lavoro, ma con oltre 5mila mila morti la teoria dell’immunità di gregge non trova tutti pienamente d’accordo, e così le associazioni di categoria e gli ordini professionali hanno chiesto per ricominciare la massima sicurezza, di eseguire tamponi e test sierologici. E’ fondamentale partire con il piede giusto”.

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