Coronavirus: allarme demografi, con paura meno figli, calerà ancora natalità (2)
(Adnkronos) – “Il primo – argomenta Rosina – è che non si è vista nessuna ripresa delle nascite dopo la crisi economica iniziata nel 2008, che invece ha lasciato conseguenze persistenti di fragilità sulle nuove generazioni. Il secondo motivo è che l’uscita dalla crisi sanitaria attuale potrebbe essere lunga, senza un vero momento chiaro di fine tempesta. Bisognerà costruire progressivamente una normalità nuova e serviranno anni prima che il Paese e le persone riescano a fissare nuove coordinate di riferimento all’interno delle quali collocare il proprio percorso di sviluppo e le proprie scelte di vita”.
E’ pur via possibile enfatizzare anche i lati positivi del lockdown sulla scelta di mettere al mondo un bambino: coppie di conviventi che avranno più tempo da trascorrere assieme o donne che hanno la possibilità di occuparsi, con lo smartworking, di lavoro e figli. Senza contare l’impulso alle unioni e ai matrimoni alla fine dell’emergenza. Ci vorrà un po’ di tempo per vedere gli effetti di questo improvviso e imprevisto “esperimento sociale”, ma anche Francesco Billari, demografo e sociologo dell’Università Bocconi di Milano, prevede un calo dei nuovi nati.

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