Confindustria: Landini, ‘combattere la precarietà nel lavoro’

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Roma, 29 set. (Adnkronos) – “Non credo si sia lamentato quando alle imprese non hanno fatto pagare l’iva. Nessuno vuole vivere di sussidi perché di sussidi non si vive. Ma oggi c’è il problema di fare gli investimenti, quindi non è un problema solo del governo, è anche il fatto di cercare di far ripartire gli investimenti privati. Insisto, il problema è il lavoro e soprattutto combattere la precarietà nel lavoro. Noi abbiamo una produttività più bassa del resto d’Europa non perché la gente lavora meno o fa meno ore, ma perché hanno investito meno in innovazione e ricerca e perché hanno usato molto la precarietà, l’appalto e il subappalto. Questo è il modello che va cambiato e su questo chiediamo al governo e alle imprese di cambiare davvero registro”. Ad affermarlo è il segretario generale della Cgil, Maurizio Landini commentando le parole del presidente di Confindustria, Carlo Bonomi che ha detto di non voler vivere in “Sussidistan”.

“E poi in questo paese c’è da combattere l’evasione fiscale – sottolinea ancora il segretario generale della Cgil – non ho sentito dire una parola. Un paese che ha 107 miliardi di evasione fiscale credo che sarebbe un elemento molto importante farlo diventare una battaglia comune di riforma vera. Compreso il fatto di fare una battaglia in Europa per evitare paradisi fiscali. Se esistono le delocalizzazioni è proprio perché esistono paesi in cui puoi pagare meno tasse”. Quindi oggi, aggiunge, “cambiare l’europa vuol dire lavoro con diritti e dall’altra parte fare una battaglia vera contro la speculazione finanziaria e contro l’evasione fiscale”.

Sul tema Europa e su come il governo spenderà i soldi dell’Ue Landini dice:” stiamo chiedendo a Conte e agli altri ministri di essere convocati per poter decidere insieme. Siamo ancora alle linee guida generali. Anche l’Europa prima dell’inizio del prossimo anno ha detto che non valuta nulla, quindi in linea teorica abbiamo tutto il tempo per decidere con intelligenza come spendere quei soldi. Il punto è che ci deve essere un coinvolgimento delle parti sociali, in questo caso delle organizzazioni sindacali, perché bisogna difendere il lavoro e una delle cose da fare in questa fase è una riforma vera degli ammortizzatori sociali che deve estendere le tutele a tutti e deve impedire che tra qualche mese si aprano licenziamenti nel nostro paese”.

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