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Chi era Mara Severin, la sommelier morta nel crollo del tetto del ristorante stellato a Terracina

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(Adnkronos) – Si chiamava Mara Severin la sommelier 31enne morta ieri nel crollo del tetto del ristorante stellato 'Essenza' di Terracina, a Latina. Mentre carabinieri e polizia stanno indagando per chiarire le cause del crollo, avvenuto ieri sera intorno alle 22, l'area è stata sequestrata. La 31enne, apparsa fin da subito in gravi condizioni, è deceduta circa un'ora dopo essere stata estratta viva dalle macerie. Nel crollo sono rimaste ferite 6 persone. Il ristorante, guidato dallo chef Simone Nardini, ha guadagnato ancora una volta una stella Michelin nel 2023: per la guida si tratta di "un raffinato locale dalla conduzione giovane e preparata", dai "piatti elaborati, presentazioni ricercate". Definita "ragguardevole" la cantina del locale, con circa 850 etichette. A gestirla proprio Mara Severin, sommelier di Sabaudia che sui social del ristorante è stata spesso protagonista di post e reel che ne raccontavano la dedizione al lavoro e la passione per i vini.  A descriverla oggi è il Gambero Rosso, che ha dedicato alla sommelier un lungo ritratto dopo la tragedia. Casse 1994, Mara Severin viene definita "parte integrante" del ristorante stellato, "il volto e il sorriso che accompagnavano gli ospiti sin dal loro ingresso". Severin, spiega ancora il Gambero Rosso, "si era avvicinata al mondo della ristorazione una decina di anni fa, quasi per caso, e lo aveva fatto proprio da Essenza, varcandone la soglia nella prima sede di Pontinia, senza ancora prevedere che quella sarebbe stata la sua professione. Dopo qualche anno in sala, in cui sapeva essere una figura premurosa, garbata ma invisibile all’occorrenza, capace com’era di non far sentire la sua presenza pur rimanendo sempre in collegamento con quanto accadeva ai tavoli, si è presto appassionata al mondo del vino".  Quando il ristorante si è trasferito a Terracina, si legge ancora, "Mara era già la responsabile della cantina, accompagnando il lavoro di ricerca sul campo allo studio presso l’Ais e contribuendo in maniera determinante alla crescita del locale".  La sommelier, definita "sensibile e garbata, professionale e ispirata", aveva quindi "messo su una cantina ampia, originale, oltre 900 etichette in cui alle bollicine francesi – sua passione – aveva affiancato vini di tutto il mondo".  —[email protected] (Web Info)

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