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Carrà: lo sfogo di Aragozzini, ‘ora giornali la osannano ma gli artisti vanno celebrati da vivi’ (2)

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(Adnkronos) – “Io già mi occupavo di artisti che mandavo in giro per il mondo, avevo uffici a Los Angeles New York, Bogotà, Buenos Aires -ricorda il produttore- A quel tempo c’era ancora il regime di Franco in Spagna. Io chiesi a Boncompagni se lei sarebbe stata disposta a fare tv in Spagna, e lui mi disse subito di sì, un ‘sì’ di cui io mi meravigliai, perché lui era un personaggio un po’ difficile. Così, quella fu la prima volta che lei fece tv all’estero: un enorme successo. La grande fortuna di Raffaella fu che la Sony Music spagnola, visto il successo che aveva avuto sulla TVE, chiese il permesso di pubblicare i dischi in Sudamerica. Ebbene: successe il finimondo, un trionfo assoluto, molto di più che in Italia”.

“io a quel tempo avevo un artista, Nicola Di Bari, che aveva un successo clamoroso in Sudamerica -ricorda ancora Aragozzini- Ebbene, mi è rimasto impresso questo aneddoto: un anno, c’era Frank Sinatra a Buenos Aires, e Raffaella lavorava col suo spettacolo al Luna Park in quegli stessi giorni. Risultato? Prima assoluta di incassi di quel weekend fu Raffaella Carrà, secondo Frank Sinatra e terzo proprio Nicola Di Bari”.

“Posso dunque affermare, perché l’ho vissuto, c’ero e lo posso testimoniare, che in Argentina dunque il successo di Raffaella era superiore anche a Frank Sinatra in quel momento”. Il produttore ricorda: “Lei aveva sempre duemila, tremila persone sotto l’albergo, era un fenomeno incredibile, indescrivibile”. Ma la cosa di Raffaella Carrà che resterà di più nel cuore di Aragozzini, è l’umanità: “Una volta -è il suo ricordo- mi regalò un orologio con scritto semplicemente ‘Raffaella. Grazie’. Era un’artista che riconosceva il merito delle persone che collaboravano con lei,. Anche in questo, era sui generis. Sapeva sempre con chi parlava, e ringraziava non solo a parole ma con i fatti”.

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