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Carabinieri: Mantova, con lockdown aumentati reati in ambito domestico (2)

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(Adnkronos) – Nel corso delle varie attività di polizia giudiziaria, sostenute da perquisizioni ed ispezioni a mezzi e persone, i carabinieri della provincia di Mantova nel periodo in riferimento hanno arrestato 281 persone e denunciate 2.700. Nell’ambito della sicurezza della circolazione stradale, sono state elevate 3.267 contravvenzioni (1.963 nel 2020); sono stati rilevati 456 incidenti stradali (312 nel 2020); sono state deferite in stato di libertà 115 persone risultate positive ai test agli effetti dell’alcool o di sostanze stupefacenti durante la guida (92 nel 2020).

Nel settore del contrasto al consumo e spaccio di sostanze stupefacenti sono state arrestate 23 persone e deferite in stato di libertà 61; sequestrate 25,5 chili di sostanze stupefacenti (nel 2020 14,5 chilogrammi). La recente normativa sul cd. Codice Rosso ha portato ad operare 1 arresto e 20 denunce. L’impegno profuso da tutti i comandi stazione carabinieri della provincia per preservare le persone anziane dall’aumentato pericolo di essere vittima dei truffatori ha portato ottimi risultati: le truffe ai loro danni sono state 43, di cui scoperte 28. Considerando l’estensione della provincia, fondamentale il ruolo svolto dai comandi Arma con riferimento ai controlli per il rispetto delle dpcm in tema di contrasto al contagio del Corona virus: i servizi esterni del comando provinciale di Mantova, quotidiani ed articolati sulle 24 ore in tutta la provincia, hanno permesso (alla data del 31 maggio) di controllare 136.245 persone, di cui 1.310 sanzionate per l’inosservanza dell’art. 4 comma 1 del d.l. n.19 e 919 per altri reati. Controllati anche 1.252 esercizi commerciali, di cui 34 sanzionati.

In materia ambientale nel 2021 i carabinieri forestali hanno effettuato 724 controlli (+80,5%), che hanno determinato la contestazione di 88 illeciti amministrativi (+120%) e la denuncia all’autorità giudiziaria di 21 persone (+250%). Per quanto attiene, invece, alla criminalità organizzata gli straordinari risultati conseguiti con l’indagine ‘Pesci’, svolta dal nucleo investigativo, che ha portato alla disarticolazione di una ‘ndrina’ costituitasi in provincia come articolazione della locale madre Cutrese, del clan mafioso Grande Aracri, ha permesso di addivenire ad ulteriori sequestri, realizzati unitamente alla Dia di Brescia e di sviluppare un tale patrimonio info-investigativo sulla radicalizzazione nel territorio della provincia del fenomeno mafioso che l’attenzione del reparto e le relative indagini rimarranno orientati al contrasto proprio della ndrangheta e della criminalità organizzata in genere.

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