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**Camera: sneakers, tailleur colorati e grande emozione, la ‘prima’ degli eletti a Montecitorio**

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Roma, 10 ott. (Adnkronos) – La prima a tagliare il traguardo è una deputata di Fdi: Ylenja Lucaselli, classe ’76. Le registrazioni a Montecitorio per gli eletti alla XIX Legislatura iniziano con qualche minuto d’anticipo: inizialmente fissate per le 15, Lucaselli viene fatta accomodare alle 14.50. La parola che accomuna tutti, deputati al secondo, terzo o ‘enne’ giri di boa e neo eletti, è la stessa: “grande emozione”, perché quest’anno la Legislatura si apre con molte incognite, figlie innanzitutto del taglio dei parlamentari, con ripercussioni inevitabili sui lavori dell’Aula e delle Commissioni.

Nella Sala del Mappamondo, allestita come di consueto per l’occasione, nulla è lasciato al caso: i deputati, previa prenotazione, riceveranno il tesserino da parlamentare per il quale devono anche fare una foto e lasciare le impronte digitali per il voto. In dono, inoltre, otterranno una piccola bag con dentro il regolamento della Camera e una guida del parlamentare con tutte le informazioni utili per la vita nel Palazzo.

Attorno alle 15 sono soprattutto i deputati di Fdi ad arrivare ‘alla Mappamondo’, si riconoscono subito: la maggior parte ha con sé il dono ricevuto in mattinata dalla premier in pectore Giorgia Meloni- cravatta con piccolo logo tricolore per gli uomini e un foulard per le donne. Ma ci sono anche grillini -di nuovo e di vecchio corso- ed esponenti degli altri partiti: tra i primi ad arrivare il ministro Andrea Orlando, pronto a ‘sbrigare la pratica’ prima del Cdm fissato per le 17, il sottosegretario Giorgio Mulé, il renziano Matteo Richetti nonché la dem Michela Di Biasi. Elegantissima, nel suo tailler nero, tacchi a riporto e perle ai lobi.

D’altronde tutti – soprattutto chi è all’esordio in Parlamento- sono arrivati a Montecitorio vestiti di tutto punto: completi eleganti per gli onorevoli, tailler -molti colorati, dal blu al fucsia al verde bosco- per le donne. Unico elemento di ‘rottura’, le sneakers ai piedi, calzate indifferentemente da deputati e deputate, in linea con i tempi che corrono.

Tra i volti noti arrivati a Montecitorio c’è quello di Rita Dalla Chiesa, voluta in Parlamento da Silvio Berlusconi in persona, che ha puntato tantissimo sulla sua candidatura. Lei -come tanti altri eletti, soprattutto ‘giovani leve’- fa i conti con la mancata prenotazione della registrazione, costretta a ripiegare su un appuntamento nella giornata di mercoledì.

“Sono molto emozionata”, ammette, spiegando che non tutti i mali vengono per nuocere: “vabbè, ho rotto il ghiaccio – dice – annusato un po’ l’aria e visto l’effetto che fa”. Poi chiede ai commessi indicazioni per un’uscita secondaria con l’obiettivo di dribblare i fotografi, assiepati all’ingresso principale: solo un antipasto della ressa che ci sarà giovedì prossimo, quando si taglierà ufficialmente il nastro della XIX Legislatura.