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Calcio: Nicolato, ‘contro la Bosnia vietato sbagliare atteggiamento’

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Trieste, 28 mar. – (Adnkronos) – Tre anni dopo l’amichevole giocata contro l’Austria, terminata 0-0, la Nazionale Under 21 torna al “Nereo Rocco” di Trieste (domani ore 17.30, diretta Rai2) per giocarsi contro la Bosnia ed Erzegovina una fetta importante della qualificazione europea. Se il punto conquistato venerdì scorso contro il Montenegro ha permesso agli Azzurrini di raggiungere la Svezia in testa alla classifica del girone F con una partita in più da giocare, stavolta la squadra di Nicolato deve puntare dritto alla vittoria per effettuare il sorpasso sugli avversari più diretti.

Il pareggio col Montenegro non ha intaccato l’atmosfera serena di un gruppo che lavora con grande impegno e che fa della compattezza uno dei suoi punti di forza. E allo stesso tempo ha fornito indicazioni di cui fare tesoro. “Contro la Bosnia -dichiara il tecnico azzurro nella conferenza stampa della vigilia- dobbiamo avere un buon approccio, bisogna fare e prendere entusiasmo dal gioco ed essere concentrati a migliorare quegli aspetti anche tattici, come essere più presenti in campo e aiutare maggiormente i nostri giocatori offensivi, che in questo momento non sono in grandissima condizione e quindi hanno bisogno del supporto della squadra e di aiuto. Dobbiamo essere alcune volte un po’ meno ottimisti nel gioco rispetto a quanto fatto contro il Montenegro, con molti giocatori che si proponevano, ma quando poi ogni volta che si perdeva la palla, si perdeva anche un anno di vita”.

Rispetto alla gara disputata venerdì scorso, domani a Trieste saranno molte le cose diverse. Spiega Nicolato: “La Bosnia è superiore in termini di qualità rispetto al Montenegro ed è più forte. Le logiche di gioco sono le stesse, sono squadre sempre molto compatte, che giocano di ripartenza e sui tuoi errori. E’ chiaro che il nostro obiettivo è diminuire il più possibile il nostro numero di errori, e spero, anzi sono sicuro che ne faremo meno”.

Proprio tornando sulla sfida di Pogdorica, il tecnico azzurro parla del gruppo e degli errori commessi: “All’interno della squadra ci sono gradi di maturazione molto diversi, nonostante l’età sia simile. Ci sono dei giocatori che hanno dei percorsi che vengono molto dal basso e che giocano un calcio più adulto, altri che vengono da vivai importanti e non hanno quell’esperienza. Ci vuole tempo e applicazione da parte loro, sono dei passaggi che bisogna fare. La cattiveria non è una cosa che si insegna, ma che si impara strada facendo, con le esperienze anche negative ed avendo la capacità di impararle”.

Secondo Nicolato la squadra, contro il Montenegro, ha dato l’impressione di essere un po’ mancata dal punto di vista psicologico. “A chi ha visto la partita da fuori come me, questo è uno dei messaggi che possiamo aver passato. Sapevamo della difficoltà della partita, di solito l’approccio non lo avevamo mai sbagliato, abbiamo sempre avuto delle partite molto positive, ed invece su questa qualche domanda ce la dobbiamo fare sotto il profilo dell’atteggiamento. E’ un aspetto sul quale domani non voglio che si sbagli, abbiamo lavorato in questo senso negli ultimi giorni”. Non è l’impegno che è venuto meno: “Noi ce lo mettiamo sempre, però bisogna avere la volontà di crescere sempre di più perché la qualificazione è una cosa molto complicata.

Vincere un girone non è facile, forse non lo è mai stato, sicuramente in questo momento qui del nostro calcio non è facile a tutti i livelli, e quindi bisogna stare attenti”. Quasi certamente domani nella Nazionale di Mancini impegnata contro la Turchia giocheranno quasi sicuramente dal 1′ due dei calciatori da lui cresciuti nell’Under 21, Raspadori e Tonali. “Probabilmente tutti giudicano il lavoro solo in base alla qualificazione ottenuta o meno, o dei risultati, ma nella mia autoanalisi invece c’è molto spazio sul lavoro di preparazione di un giocatore per la Nazionale maggiore. Questo ci gratifica quindi molto e credo che ciò debba gratificare tutto il Club Italia perché è un lavoro che non ho fatto solo io, ma che abbiamo fatto in tanti. Avere dei ragazzi che si affacciano così presto, visto i nostri parametri, alla Nazionale maggiore, per me è un qualcosa di più importante delle vittorie”.

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