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Calcio: Marotta, ‘tornati in finale Champions dopo 13 anni, la onoreremo’

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Milano, 5 giu. – (Adnkronos) – Già due finali di Champions in carriera, vissute ai tempi della Juventus, ma quella raggiunta con l’Inter avrà un sapore speciale per l’ad nerazzurro Beppe Marotta, che ne ha parlato nel media day che precede la partita di Istanbul contro il Manchester City. “È la sesta volta che l’Inter si presenta a una finale di Champions League. Questo appuntamento importante, che ci porta a salire su palcoscenico consono alla storia del club, mancava da 13 anni e siamo pronti ad onorarlo nel migliore dei modi, nel rispetto dell’avversario. Siamo saliti sul gradino più importante del calcio europeo, lo dico con grande orgoglio a nome di tutta la società. Questo merito va ascritto al nostro allenatore, alla nostra squadra, a tutte le componenti societarie che sono riuscite a supportare l’attività della squadra”.

A Sky Sport, poi, ha elogiato il lavoro di Simone Inzaghi: “Chiaro che il leader dello spogliatoio è l’allenatore. Il senso di appartenenza e motivazionale sono gli elementi fondamentali per una finale. Abbiamo lavorato molto bene e con una grande cultura del lavoro. Il grande merito è dell’allenatore che nonostante le critiche e le pressioni che anche io gli ho riservato è riuscito a tirare fuori una stagione straordinaria. Il rinnovo? Oggi non è assolutamente un tema ricorrente. Sappiamo il valore e la professionalità di Inzaghi ma adesso siamo concentrati sulla finale perché è un appuntamento storico. Dzeko o Lukaku in finale? Credo che per l’allenatore sia bello e gratificante gestire dualismi del genere. Per quanto riguarda il futuro ne parleremo dopo la partita, considerando che Lukaku non è di nostra proprietà e Dzeko è in scadenza, ma sono grandi professionisti e ottimi giocatori”.

“Dobbiamo inventarci qualcosa di diverso per essere competitivi in Italia”, ha aggiunto. “Quest’anno in tutte le competizioni europee siamo arrivati in fondo e depone favorevolmente per il nostro calcio. Poi nel calcio non sempre vince chi spende di più. Il City è una potenza a livello economico e finanziario, li conosco bene. Noi vogliamo difenderci anche da questo punto di vista e come diceva Pier Capponi ‘Se loro suoneranno le loro trombe, noi suoneremo le nostre campane’. Un fioretto per aiutare la squadra a vincere? Posso farne anche due e non uno solo nel momento in cui quello che è un sogno diventasse realtà”.