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Borsellino: guardia carceraria che sorvegliava Scarantino ‘piangeva e diceva che era innocente’

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Palermo, 17 lug. (Adnkronos) – “Ricordo quelle grida, quei pianti infiniti di Vincenzo Scarantino. Lui era in cella da solo e non poteva parlare con nessuno perché era vietato. All’epoca era ancora un po’ sovrappeso. E ricordo che quando mi incontrava diceva sempre: ‘Io sono innocente, ma non mi credono’. Si vociferava che si stava facendo di tutto per farlo parlare o che, comunque, stava per iniziare a collaborare”. A parlare con l’Adnkronos è una guardia carceraria che “nel periodo tra dicembre 1993 e gennaio 1994”, come ricorda lui, prestò servizio nel carcere di Pianosa, dove era detenuto anche Vincenzo Scarantino, il falso pentito che con le sue dichiarazioni fasulle fece condannare degli innocenti alla pena dell’ergastolo con l’accusa di avere partecipato alla strage.

“Io non sapevo nulla di mafia – racconta mentre si trova in via D’Amelio dove vuole fare un selfie con Antonio Vullo, l’unico agente di scorta sopravvissuto nella strage in cui morirono il giudice Paolo Borsellino e cinque agenti di scorta”. Preferisce non dire il suo nome perché “presto ancora servizio in un carcere in Sardegna”, spiega. Scarantino, di recente, interrogato nel processo sul depistaggio sulle indagini sulla strage Borsellino, parlò delle “torture” che avrebbe subito in carcere a Pianosa. “Nel carcere di Pianosa andavo a colloquio, mi facevano spogliare nudo e c’era la paletta, quella per controllare se c’è ferro, e mi davano dei colpi nelle parti intime. Dopo mi dicevano di guardare a terra e mi davano schiaffi in bocca perché guardavo a terra. Guardavo a loro e mi davano calci con gli anfibi. Sembrava il carcere di ‘fuga da mezzanotte’”, raccontava ai pm di Caltanissetta. “Mi urinavano nella minestra, mi mettevano le mosche e i vermi che si usano per pescare nella pasta. I primi giorni non me ne accorgevo perché tenevo la luce spenta. Poi la guardia è stata gentile e mi ha detto di accenderla. E allora ho cominciato a non mangiare più – ricordava Scarantino – All’inizio pesavo più di 100 chili poi mi sono ridotti a circa 53 chili”.

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