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Bologna: ordinanza, ‘arrestato manipolava vittima, lei perseguitata aveva paura’

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Milano, 26 ago. (Adnkronos) – “Il racconto della Matteuzzi, originariamente affidato alla querela sporta il 29 luglio 2022 e poi implementato dalle integrazioni narrative del 3, 8 e 13 agosto 2022, pur bisognevole dei necessari approfondimenti investigativi, appare logico e aderente sia ai ricordi consegnati agli operanti dai soggetti ascoltati, a piena conoscenza dei fatti per avervi assistito direttamente, che al contenuto delle conversazioni intrattenute tramite WhatsApp con l’ex fidanzato; ben potendo ritenersi, dunque, che il Padovani avesse, sin dalla genesi della relazione, adottato nei confronti della donna comportamenti frutto di un incontenibile desiderio di manipolazione e controllo, tradottisi nella progressiva privazione di sempre più ampi margini di libertà personale”. E’ uno dei passaggi dell’ordinanza con cui il gip di Bologna ha convalidato l’arresto di Giovanni Padovani per l’omicidio aggravato dell’ex compagna Alessandra Matteuzzi.

Ad avviso del giudice il contenuto informativo delle “molteplici deposizioni della vittima, pur se, come rilevato, bisognevole di ulteriori elementi di conforto”, appare idoneo a dar pieno della “sussistenza di un grave e perdurante stato di ansia e di un fondato timore per la propria incolumità”. Alessandra viveva in “uno stato di timore, di malessere, di costante pressione e di disagio” visto che l’ex controllava l’abitazione e le frequentazioni (“sovente introducendosi clandestinamente all’interno dello stabile o anche dell’appartamento attraverso il terrazzo”), monitorava cellulare e profili social, la costringeva a effettuare “brevissimi intervalli videochiamate o filmati” per verificare le sue affermazioni, le danneggiava l’auto o la minacciava temendo tradimenti.

“L’aggressione del 24 agosto costituisce, a ben vedere, solo l’ultimo tassello di tale persistente rappresentazione mentale, saldandosi agli atti pregressi così da costituire l’insano completamento”. Un omicidio efferato: prima è stata colpita alla testa con una martellata, quindi colpita al volto e al corpo con calci e pugni, poi ancora colpita con una panchina di ferro presente nell’atrio del condominio.