Bollette: Trombini (Assopanificatori), ‘è allarme costi, prezzo pane su del 10% ma è solo l’inizio’
Milano, 10 feb. (Adnkronos) – Stangata in arrivo per il prezzo del pane. Il mix micidiale caro energia-aumento del grano rischia di abbattersi sulla classica rosetta. A lanciare l’allarme è Davide Trombini, presidente di Assopanificatori. Il settore, ancora sotto stress a causa della pandemia, sta scontando persino la concorrenza delle imprese straniere che beneficiano spesso di tariffe energetiche inferiori a quelle italiane.
”Il prezzo del pane -dice all’Adnkronos- è già aumentato dell’8-10%, e aumenterà ancora; non è facile stimare i prossimi step, dipende anche da regione a regione, ma sicuramente questo incremento non basta a coprire le maggiori spese”. Non solo. Il prezzo del grano duro ” è aumentato del 90% -dice Trombini- e sta aumentando tutto: uova, latte, olio. Costi che per forza si devono poi trasferire sul prodotto finale”. Una situazione resa ancora più difficile dalla concorrenza europea. ll timore è che i clienti “poi non vengano più ad acquistare il pane perché comprano, a un prezzo minore, nei supermercati, quello che arriva dall’estero. Purtroppo il caro energie e l’aumento dei prezzi delle materie prime grava soprattutto sui piccoli imprenditori e sulle aziende italiane. C’è un divario di trattamento tra noi e i paesi esteri, perchè noi rispettiamo tutte le regole della comunità europea, compresi i controlli che hanno dei costi, a partire dalla materia prima fino al prodotto finito. Dall’estero invece non è detto che le rispettino e i dipendenti li pagano meno, anche 200 euro al mese. Gli italiani dovrebbero imparare a consumare il prodotto italiano”.,
Impossibile secondo il presidente di Assopanificatori che in queste condizioni il comparto possa riprendersi. “Il nostro settore -prosegue Trombini- era in crisi già prima del covid, a causa del crollo del consumo del pane dovuto agli snack. Il pane non è più importante per tutti, solo per alcuni. Quindi se prima eravamo in crisi, ora è anche peggio. Più di 3700 aziende hanno chiuso negli ultimi 3 anni e non apriranno mai più”.
Per il presidente del Assopanificatori, il governo dovrebbe “abbassare i costi dell’energia e fare qualcosa per mettere a tacere gli animi. Qui se ne stanno approfittando tutti, c’è una speculazione in atto”.

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