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Bezos ci riprova con la Luna, nuova proposta alla Nasa

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Washington, 27 lug. (Adnkronos) – Dopo il successo del volo suborbitale della navicella New Shepard di Blue Origin con tre turisti spaziali a bordo, Jeff Bezos ci riprova con Luna. Il magnate e fondatore di Amazon ha inviato una lettera a nome della sua Blue Origin all’amministratore dell’agenzia spaziale Usa, Bill Nelson, con un’offerta a coprire i costi fino a 2 miliardi di dollari – quest’anno e nei prossimi due anni – per lo sviluppo e la produzione di un lander lunare. E siccome Bezos ama giocare con le coincidenze, sul sito di Blue Origin la notizia della lettera alla Nasa é stata postata proprio a ridosso dei 50 anni dell’Apollo 15, lanciata il 26 luglio del 1971, prima missione in cui gli astronauti – David R. Scott, Alfred M. Worden e James B. Irwin – hanno utilizzato l’Apollo Lunar Surface Drill e il Lunar Roving Vehicle.

Il contratto del nuovo lander lunare ha di per sé un valore di quasi 3 miliardi di dollari e fa parte del programma Artemis della Nasa che, al momento, non sembra avere risposto pubblicamente alla nuova offerta al ribasso di Blue Origin. Se la Nasa dovesse prendere in considerazione la nuova proposta di Jeff Bezos, di fatto si riaprirebbero i giochi fra Blue Orgin e la SpaceX di Elon Musk. La Nasa aveva infatti escluso Blue Origin nella procedura di gara di aprile scorso assegnando invece a SpaceX il contratto per sviluppare il primo lander commerciale per portare gli astronauti sulla Luna.

Da quando è stata presa questa decisione, Blue Origin ha attivato le vie legali e protestato più volte. Il programma Artemis della Nasa mira a riportare gli astronauti sulla luna entro il 2024 come trampolino di lancio per la prima missione umana su Marte. La missione Artemis della Nasa vedrà quattro astronauti lanciati sulla navicella spaziale Orion in orbita lunare, due di loro si trasferiranno poi sul sistema di atterraggio umano di SpaceX per il loro viaggio sul nostro satellite naturale. I due astronauti esploreranno la superficie lunare per circa una settimana prima di tornare sulla Terra.

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