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Berlusconi: Verini (Pd), ‘messaggio Marina inquietante, attacco a chi indaga fa male Paese’

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Roma, 17 lug. (Adnkronos) – “Quanto dichiarato al Giornale da Marina Berlusconi contiene una parte che certamente merita rispetto. Ed è quella che riguarda l’affetto intimo e personale di una figlia che vuole difendere la memoria di un padre. Ma, complessivamente, contiene un messaggio inquietante e che si inserisce in una situazione inquietante”. Inizia così, su Facebook, Walter Verini, senatore e capogruppo del Partito democratico in commissione Antimafia.

“C’è un brutto clima nel Paese per quanto riguarda l’impegno contro le mafie e per la legalità. La responsabilità principale è del governo, della maggioranza, che hanno indebolito e in certi casi smantellato regole, presidi, controlli – prosegue l’esponente dei dem -. Il nuovo codice degli appalti, l’innalzamento delle soglie per l’obbligo di gara, per gli affidamenti diretti, le coincidenze tra controllori e controllati, i minori paletti sui subappalti sono esempi molto chiari. Potremmo continuare. Nel campo delle politiche di prevenzione e contrasto alle mafie, dichiarazioni, proclami, fatti, parlano da soli, come il tentativo, ancora non scongiurato, di cancellare il concorso esterno e il traffico di influenze. Quello di indebolire la lotta alla corruzione con taglio delle intercettazioni, cancellazione dell’abuso d’ufficio è ancora in atto”.

“Per questo ripetiamo la domanda che abbiamo rivolto alla presidente Meloni qualche giorno fa: come si fa ad apprestarsi a ricordare l’anniversario della strage di Via d’Amelio, il sacrificio di Paolo Borsellino mentre il tuo governo, certi ministri come quello della Giustizia offrono questi segnali, colpiscono strumenti di legge, norme, meccanismi che nacquero proprio su impulso di martiri e simboli come Falcone, Borsellino, La Torre, Chinnici e tanti altre vittime, magistrati, politici, servitori dello Stato?”, chiede Verini che poi dice che “in questi giorni abbiamo assistito con grande preoccupazione ad attacchi diretti all’autonomia e all’indipendenza della magistratura. Da parte dello stesso Guardasigilli, da parte delle ‘fonti’ di Palazzo Chigi e Via Arenula. Da parte di professionisti del manganello verbale contro magistrati e giornalisti. Si, perché sotto attacco stanno magistratura e giornalismo, in particolare quello d’inchiesta”. E quindi, conclude, “quanto dichiarato da Marina Berlusconi contro la Procura di Firenze si inserisce in questo clima. Quanto dichiarato nei giorni scorsi contro il gip di Roma per la vicenda Delmastro e contro la Procura di Milano sul caso Santanché ( e contro Report e altri giornali) sono altri inquietanti tasselli. Noi non abbiamo tesi precostituite. Noi crediamo davvero al principio della presunzione di non colpevolezza. Ma anche a quello dell’obbligatorietà dell’azione penale. Verso tutti. Siamo contro le gogne mediatiche (e l’abbiamo dimostrato sostenendo la legge Orlando e recependo con Cartabia la Direttiva UE sulla presunzione di innocenza). Ma siamo per la libertà di informazione. E siamo perché si continui a scavare, sui troppi misteri delle stragi del ’92-’93, sulle connessioni tra stragismo mafioso e ‘strategie’ politiche raffinate, sulle connessioni tra stragismo mafioso e terrorismo nero. Colpire chi conduce indagini, qualunque esito abbiano, attaccare chi fa inchieste, secondo noi fa male al Paese. Che non può, non deve avere paura della luce, che, insieme a vicende di ieri, può aiutare a illuminare anche quelle di oggi”.