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**Berlusconi: Roveda il notaio in stile Cuccia, ‘non parlo di temi trattati sui giornali’**

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Milano, 15 giu. (Adnkronos) – Occhi puntati su Arrigo Roveda, il notaio milanese che una ridda di voci e indiscrezioni dà pronto per aprire il testamento di Silvio Berlusconi. Nella sede di via Mario Pagano bocche cucite e lo stesso notaio non si pronuncia se sia lui ad avere o meno il plico con le ultime volontà del fondatore di Mediaset. In uno stile che ricorda quello di Enrico Cuccia si limita a poche lapidarie parole: ”non parlo -dice all’Adnkronos- di temi legati alla vicenda di cui i giornali stanno trattando in questi giorni”. Massimo riserbo dunque, così come sul suo profilo caratteriale di cui non si sa nulla, segno che non ha nessuna voglia di apparire, o quantomeno di farlo approfittando di una circostanza tanto triste. “Lo faremo a bocce ferme”, propone, semmai dovesse ancora interessare. “E non credo -si schermisce- perché “prima” non interessavo a nessuno”.

Inutile cercarlo sui social o setacciare il web a caccia di pettegolezzi mondani. Il suo cv sembra tutto improntato al percorso notarile. Arrigo Roveda, nome di spicco dello studio Rlcd di Milano, nasce il 6 agosto 1962 nel capoluogo lombardo. Si laurea in Giurisprudenza nel 1985 all’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano con una tesi in Diritto Civile sul contratto di leasing. Diventa notaio nel 1990. Successivamente insegna presso la Scuola di Notariato della Lombardia, diventando prima responsabile del corso ‘Obbligazioni e Contratti’ e poi del corso ‘Contratto in generale’. Attualmente collabora al corso per i Giuristi d’Impresa tenuto dall’Università Bocconi.

Nella sua lunga carriera ha svolto un ruolo attivo in importanti enti di categoria. In particolare, ha rivestito l’incarico di presidente del Consiglio notarile di Milano dal febbraio 2013 al febbraio 2017 e al momento risiede nella commissione di Studi di Impresa del Consiglio nazionale del Notariato e nella commissione per l’elaborazione dei principi uniformi in tema di società del Consiglio notarile di Milano.

Autore di articoli e note a sentenza in materia civile e fiscale pubblicate, tra le altre, sulla rivista Notariato edita da Kluwer (già Ipsoa), sul periodico di categoria FederNotizie e di cultura generale sul mensile Giudizio Universale (2005/2009) di cui è stato cofondatore e redattore, partecipa come relatore a numerosi convegni giuridici in materia di Diritto commerciale, Civile e Tributario.

Ora tutti lo danno come protagonista della partita per la successione dell’immenso patrimonio di Berlusconi, anche se manca l’ufficialità. In ballo ci sono una trentina di proprietà immobiliari, tra ville e appartamenti e quote della Fininvest, la creatura fondata dal Cav nel 1975, che oggi controlla varie società. Tra queste, il gruppo Mfe-Mediaset, il gruppo Arnoldo Mondadori e Banca Mediolanum. Nel portafoglio non mancano la squadra di calcio del Monza, acquisita nel 2018 e il Teatro Manzoni di Milano. Di tutto questo, i cinque figli di Berlusconi detengono circa il 36%, distribuito in parti più o meno eque, mentre ciò che rimane è la parte che dovrebbe essere gestita dal testamento.

Un testamento che non è del tutto certo che esista, anche se se ne è parlato qualche tempo fa, in riferimento ad un presunto lascito che il leader di Forza Italia avrebbe disposto per la compagna Marta Fascina, rimasta accanto a lui fino all’ultimo giorno. Compresi quelli trascorsi al San Raffaele durante i suoi ricoveri. Proprio per questo, Berlusconi avrebbe chiesto una modifica del testamento, che però a tutt’oggi nessuno sa se e quando potrebbe essere reso noto. Di sicuro c’è solo che ad occuparsene dovrebbe essere il notaio di fiducia della famiglia Berlusconi, Arrigo Roveda, che negli anni ha curato molte questioni importanti. Come quelle relative alla Fininvest, quelle per il Milan e quelle che segnarono la nascita di Forza Italia. Senza dimenticare gli accordi firmati con la ex moglie Veronica Lario per la vendita della loro villa in Sardegna.