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Basket: Butler, ‘non sento la pressione di dover segnare tanti punti, voglio solo vincere’

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Miami, 7 giu. – (Adnkronos) – Solo 13 punti con 14 tiri in gara-1, 21 con 19 in gara-2. Sì, 7 rimbalzi e 7 assist nella prima gara, assist che sono diventati 9 nella seconda. Però la partita da 35, 40, forse addirittura 50 punti di Jimmy Butler in queste finali Nba contro i Denver Nuggets non è ancora arrivata. Preoccupato? “No – assicura lui – perché io non sono un realizzatore. Solo perché ho segnato un sacco di punti in una partita (56 in gara-4 contro Milwaukee, con altri 42 la partita dopo, ndr) questo non fa di me un realizzatore. Non sono uno che tira tanto, non sento la pressione di dover segnare. L’unica pressione che sento è quella di dover vincere. Se passo il pallone ogni singolo possesso e vinciamo, non mi importa; se tiro ogni pallone che mi passa per le mani e vinciamo, non mi importa. Tutta la narrazione attorno al cosiddetto ‘Playoff Jimmy’ non esiste. Io voglio solo vincere, del resto non mi frega niente”.

Per questo, quando gli viene chiesto come valuterebbe le sue finali fin qui, Butler non ha dubbi: “Penso di aver giocato alla grande, perché abbiamo fatto il necessario per venir via da Denver con la serie sull’1-1. Avrei preferito fosse 2-0 per noi, ma non è così. Alle statistiche io non presto nessuna attenzione, e non sto mentendo, ve l’ho detto fin dall’inizio. Se vinciamo per me vuol dire che tutti hanno giocato bene. E quando perdiamo se la gente vuol dare la colpa a me io non mi preoccupo. Tanto quando vinciamo nessuno potrà dirmi nulla”.

Non è un realizzatore. Non è neppure – solo – un attaccante. “È un giocatore che gioca i due lati del campo – dice di lui il suo allenatore Erik Spoelstra – e su un campo da pallacanestro fa un miliardo di cose che aiutano la sua squadra a vincere. Solo perché sa segnare 56 punti, è assurdo che la gente pensi che allora debba segnare ogni volta 56 punti per avere impatto sulle nostre vittorie. Lui sa cosa deve fare. In questa serie ha un compito durissimo in difesa, e sa cosa deve fare in attacco. Quando i tuoi giocatori di ruolo giocano alla grande, di solito è perché sentono la fiducia delle loro superstar. E da noi questo è tutto merito di Jimmy”.