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Azione: Calenda, ‘no all’Ulivo a 5 Stelle, il Pd scelga’

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Roma, 7 ott. (Adnkronos) – “Un gran casino. Per l’amor di Dio, l’Ulivo a cinque stelle proprio no”. Lo dice Carlo Calenda ad HuffPost sul progetto del nuovo Ulivo. “Non basta la sigla. All’interno della coalizione proposta c’è tutto e il contrario di tutto, e questo non funziona”. Per Calenda, il Pd “deve scegliere tra riformismo pragmatico o massimalismo populista”. Quest’ultimo, peraltro, “in estinzione”, secondo il leader di Azione. “Il totale delle loro ha fatto in tutte le elezioni meno votanti della mia lista. Questo dimostra che prima Renzi col Conte 2 poi il Pd all’epoca del ‘punto di riferimento dei progressisti europei’ hanno sostenuto un bluff che non esiste”.

E poi, aggiunge, “Conte glielo ha appena bocciato. Ennesima inutile umiliazione”. Quindi la proposta di Calenda: “Un campo, che riunisca in Italia le forze delle grandi famiglie europee: socialdemocratici, liberali, verdi e popolari. Io, Letta, Sala e Carfagna funzioneremmo molto meglio di Conte, Di Maio, Letta, Renzi etc”.

Cosa c’è per Calenda dopo Roma? Un giro per tutta l’Italia e poi un congresso ma “non per federare le sigle esistenti. A me interessa prendere voti uno alla volta su un’idea di paese. È faticoso, ma alla lunga paga. Questo dico a Letta e ai popolari che non vogliono morire sovranisti”. Cioè? “Annamose a piglià i voti! I voti, sennò tra Ulivi e 5stelle non ci capisce niente nessuno”.