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Autonomia: Cassese, ‘Camere non saranno esautorate, Parlamento resterà dominus’

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Roma, 27 mar. (Adnkronos) – Il Professor Sabino Cassese, ex giudice della Corte Costituzionale, presiederà il Comitato di 61 esperti nominati dal governo con il compito di individuare i Livelli essenziali delle prestazioni, preliminari per l’approvazione dell’Autonomia differenziata. Le opposizioni hanno criticato la scelta del governo, parlando di camere “esautorate”. Ma Cassese, intervistato dall’Adnkronos, assicura: “Il Parlamento resterà il dominus”.

Ravvisa dei punti critici nel disegno di legge sull’autonomia presentato dal ministro Calderoli? Dove, secondo lei, il Parlamento può migliorare questo testo? “Il ministro Calderoli, quale proponente, e poi il Consiglio dei ministri hanno tenuto conto di tutte le osservazioni e i commenti fatti al primo progetto, per cui critiche e suggerimenti sono superati”, risponde Cassese.

“Resta aperto – osserva il giurista – solo il problema dell’atto con il quale determinare i livelli essenziali delle prestazioni. A questo punto, c’è una norma costituzionale contenuta nell’articolo 116 terzo comma e ci sarà una legge, quella per cui il governo ha preso l’iniziativa, che, una volta approvata dal Parlamento, provvede all’attuazione della norma costituzionale. Questa ultima prevede che possono essere attribuite con legge altre materie alle regioni che lo richiedono, su iniziativa della regione interessata, sentiti gli enti locali e rispettando i principi di cui articolo 119. Quella legge deve essere approvata dalle Camere a maggioranza assoluta dei componenti dopo un’intesa tra lo Stato e la regione interessata. Quindi, una procedura complessa che mi pare assicuri tutte le necessarie garanzie”.

Cassese garantisce che l’istituzione del Comitato non sminuirà il ruolo del Parlamento: “Come si evince dalla procedura che ho appena riassunto, il parlamento è il ‘dominus’ della decisione e tutti gli altri organi sono strumentali rispetto al parlamento”.

Quale criterio di lavoro utilizzerete per individuare i Livelli essenziali delle prestazioni? “È una decisione che deve prendere la Commissione. Posso solo immaginare che la Commissione voglia ripartirsi in comitati, in relazione alle materie e anche alle competenze specifiche dei suoi membri”, risponde l’ex ministro per la Funzione pubblica.