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**Archeologi: addio a George Bass, l’Indiana Jones degli abissi**

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New York, 20 mar. – (Adnkronos) – Addio a una vera e propria leggenda dell’archeologia subacquea, scopritore di ‘cimiteri’ sepolti nei fondali marini: lo statunitense George Bass, uno dei padri dell’archeologia del mare a livello mondiale, protagonista di alcuni fra i più spettacolari scavi negli abissi, fondatore dell’Institute for Nautical Archaeology, punto di riferimento internazionale per i cultori della disciplina, è morto, per cause naturali, a Bryan, in Texas, all’età di 88 anni, come ha annunciato la sua famiglia, a funerali avvenuti, al “New York Times”.

Nato il 9 dicembre 1932 a Columbia, nella Carolina del Sud, Bass si laureò in archeologia classica alla Penn University, frequentò la Scuola americana di archeologia di Atene e si specializzò in archeologia del Vicino Oriente presso la Johns Hopkins University. Nel 1960 condusse la prima indagine scientifica su un naufragio al mondo, esaminando un relitto dell’età del bronzo al largo di Capo Gelidonya, sulla costa meridionale della Turchia.

Nel corso degli anni ’60 Bass fu il curatore della sezione mediterranea del Penn Museum e in questa veste mise a punto nuove tecniche con il sonar per la ricerca dei tesori sommersi, realizzando importanti spedizioni nei fondali della Grecia e della Turchia. Nel 1973 fondò l’Institute for Nautical Archaeology per dedicarsi esclusivamente all’esplorazione dei fondali marini. Era cittadino onorario dal 1985 di Bodrum, la città turca che deve a lui e al suo glorioso passato, un eccezionale Museo Archeologico. Ha ricevuto diversi riconoscimenti per il suo lavoro, tra cui la National Medal of Science dal presidente americano George W. Bush nel 2001 e il National Geographic Centennial Award. Il “Time Magazine” ha definito Bass “un Indiana Jones sottomarino”.

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