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(Adnkronos) – “Tra le cause maggiori di scomparsa delle foreste russe – soprattutto nella zona dell’Amur – c’è sicuramente il traffico illegale di legname” scandisce Zaborra riferendo che “i dati parlano di tassi che in quella regione nel 2013 hanno superato l’80% delle quote di mercato, togliendo cibo e riparo non solo alle tigri dell’Amur, ma a tutta la fauna selvatica che dipende da uno dei biomi più importanti della Terra”.

Tuttavia, prosegue il direttore scientifico del Parco Natura Viva, “proprio in quell’anno, la Russia ha messo a punto un programma che non solo ha inasprito le pene per i criminali, ma ha previsto anche un sistema di etichettatura, tracciabilità e monitoraggio del legname esportato”. Zaborra spiega che “un ruolo importante lo svolge il Forest Sterwardship Council che ha permesso di delimitare foreste ad alto valore per la conservazione, riuscendo ad escludere in modo permanente più di 125mila ettari dal disboscamento e dalla costruzione di strade”.

Gli stakeholder sono aumentati negli anni e oggi, i contratti di locazione che impiegano legname certificato coprono circa 4 milioni di ettari. Nel frattempo, i tre fratelli e mamma Luva continuano i loro affari quotidiani, in attesa di prendere nuove strade per offrire una speranza concreta alla propria specie.

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