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**Amministrative: incognita ballottaggi, su alleanza Pd-M5S pesa nodo Raggi**

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Roma, 4 ott. (Adnkronos) – La coalizione funziona, in squadra col Pd e gli altri protagonisti dell’alleanza progressista si vince. Lepore a Bologna e Manfredi a Napoli ne sono la prova. In una giornata che molti descrivono come una ‘Caporetto’ per il M5S – con la perdita di Torino, mentre a Roma il ballottaggio sembra sfuggire di mano – l’unica certezza che filtra dai vertici del Movimento è che la squadra, quando si muove insieme, centra il risultato. Senza passare dai ballottaggi.

Ma è proprio sulle sfide al voto da qui a due settimane che rischia di franare il Movimento 5 Stelle. Perché se è vero che Conte ha detto a caldo che i voti dei cittadini “non sono pacchi postali” da spostare da un candidato all’altro, è pur vero che all’ex premier piacerebbe puntellare la coalizione, appoggiando i candidati dem al voto. A partire da quel Roberto Gualtieri con cui la sintonia era piena ai tempi di Palazzo Chigi, quando Conte governava il Paese e l’allora ministro dell’Economia cercava di far quadrare i conti.

Ma il primo scoglio da superare è proprio in Virginia Raggi, che di alleanze con i dem non ha mai voluto sentire parlare. Del resto, il primo commento post voto della sindaca uscente non lascia adito a dubbi: “Sottolineo che a Roma sono l’unica che tiene testa alle corazzate di centrodestra e centrosinistra”. Nemici entrambi, senza alcuna distinzione di sorta. In guerra con Michetti, dunque, come con Gualtieri e Calenda. Interprete del grillismo della prima ora, forse, anche se lo stesso Beppe Grillo dell’alleanza con i dem, da anni ormai, ha fatto un punto fermo, rinnegando le convinzioni degli albori.

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