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Albanese: “Sanzioni Usa contro di me oscene, intimidazioni di tipo mafioso”

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(Adnkronos) – La relatrice dell'Onu per i diritti umani nei Territori palestinesi, l'italiana Francesca Albanese, ha definito ''oscene'' le sanzioni decise dagli Stati Uniti nei suoi confronti. E' una ritorsione per la "ricerca della giustizia" nella guerra di Israele contro Gaza, ha detto Albanese in una intervista ad al-Jazeera. Albanese ha sottolineato che le sanzioni imposte dall'amministrazione del presidente Donald Trump non fermeranno la sua "ricerca del rispetto della giustizia e del diritto internazionale" e ha detto che le ricordavano le "tecniche di intimidazione della mafia". La relatrice dell'Onu ha aggiunto che "le sanzioni funzioneranno solo se le persone saranno spaventate e smetteranno di impegnarsi". "Voglio ricordare a tutti che il motivo per cui vengono imposte queste sanzioni è la ricerca della giustizia", ha detto Albanese. "Continuerò a fare quello che devo", anche se sarà "una sfida", aveva ribadito stamane la relatrice dell'Onu, parlando di sanzioni "calcolate per indebolire la mia missione" in una conferenza stampa a Lubiana. Albanese è ‘accusata’ dagli Usa di collaborare con la Corte penale internazionale contro cittadini statunitensi e israeliani. Secondo il Segretario di Stato Marco Rubio, avrebbe "incoraggiato la Corte penale internazionale a procedere contro funzionari e imprese americane e israeliane". "Quali iniziative intenda intraprendere il governo per garantire l’indipendenza delle Nazioni Unite e l’autonomia della Corte Penale internazionale da eventuali pressioni politiche o interferenze esterne che possano comprometterne l’azione e il funzionamento delle istituzioni multilaterali e anche i diritti di una cittadina italiana nell’esercizio del suo mandato per conto delle Nazioni Unite". È questa la domanda posta in conclusione dell’interrogazione del Pd promossa dal responsabile nazionale Esteri del Partito democratico Peppe Provenzano e firmata da Debora Serracchiani, Laura Boldrini, Fabio Porta, Valentina Ghio, Sara Ferrari e Arturo Scotto. Nel testo si evidenzia che “la dottoressa Albanese, giurista specializzata in diritto internazionale e diritti umani, è dal 2022 relatrice speciale delle Nazioni Unite per i Territori Palestinesi Occupati e in questa veste ha pubblicato diversi rapporti ufficiali – che recano la firma delle Nazioni Unite e non sono quindi affatto “illegittimi” come sostiene Rubio – sulle violazioni dei diritti umani che sono avvenute e avvengono in quei territori che, secondo numerose risoluzioni dell’Onu, Israele occupa illegalmente e sui quali, sempre illegalmente, autorizza e protegge la costruzione di colonie il cui obiettivo è cacciare i palestinesi ed espropriare le loro terre”.  "Secondo un’inchiesta di Fanpage -si riporta nell’interrogazione- dal 5 luglio 2025 il governo israeliano avrebbe inoltre promosso in Italia una campagna pubblicitaria su Google per screditare la relatrice, accusandola di contatti con Hamas e violazioni del suo mandato. Alla luce della normativa europea sul contrasto alla disinformazione (Digital Services Act), si chiede al governo di intervenire a tutela dell’indipendenza delle istituzioni internazionali e dei diritti di una cittadina italiana incaricata dall’ONU", concludono i dem. In poco più di due ore il sito mettilafirma.it – dove è stata lanciata la petizione online a sostegno di Francesca Albanese dopo gli attacchi ricevuti dall’amministrazione Trump e a sostegno della sua candidatura al Premio Nobel per la Pace – ha ricevuto oltre 15mila sottoscrizioni. La raccolta delle adesioni è risultata per alcuni minuti molto rallentata o addirittura bloccata a causa del notevole afflusso di utenti. "Ce ne scusiamo e vorremmo far sapere che stiamo lavorando per ovviare a questi problemi. Nell’occasione ringraziamo tutti coloro che stanno aderendo a questa campagna di civiltà e di dignità in modo così incredibile", rende noto l’ufficio stampa di Avs. —internazionale/[email protected] (Web Info)

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