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Afghanistan: veto Talebani a donne che lavorano per Onu, mondo condanna

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Washington, 7 apr. (Adnkronos/Dpa/Europa Press) – Stati Uniti, Unione Europea, Russia e Organizzazione per la Cooperazione Islamica (Oic) hanno condannato il veto talebano contro le afghane che lavorano per le agenzie delle Nazioni Unite in Afghanistan, in quello che considerano un nuovo attacco contro il ruolo delle donne nella vita pubblica del paese dopo i divieti contro l’istruzione femminile e le dipendenti delle ong internazionali.

“Sono preoccupato per la nuova e riprovevole decisione dei talebani che vieta alle donne afghane di lavorare con le Nazioni Unite”, si è lamentato sul suo account Twitter il segretario di Stato americano, Antony Blinken. Anche l’Alto rappresentante per gli affari esteri e la politica di sicurezza dell’Ue, Josep Borrell, ha espresso “profondo shock” per la decisione dei talebani, che Bruxelles ha denunciato come un nuovo atto di discriminazione che “aggrava ulteriormente la situazione di donne e ragazze in Afghanistan e costituisce una violazione dei diritti umani”.

Il veto dei talebani, aggiunge il ministero degli Esteri tedesco, “mette in grave pericolo milioni di persone e viola apertamente i diritti umani”. Anche la rappresentante permanente del Regno Unito all’Onu, Barbara Woodward, ritiene che lo “spaventoso” veto dei talebani “non farà che aumentare le sofferenze degli afghani”.

Anche l’ambasciatore russo all’Onu, Vasili Nebenzia, ha condannato la decisione dei talebani e ha spiegato che il Consiglio di sicurezza che il suo Paese presiede questo mese sta cercando di lavorare per una risposta “calma, utile ed equilibrata” per cercare di convincere i talebani ad annullare il veto.

Infine, anche il segretariato generale dell’Oic ha espresso preoccupazione per il divieto e le conseguenti restrizioni nei confronti delle donne e delle ragazze afghane, compreso il divieto di accesso all’istruzione, agli incarichi governativi e al lavoro nelle organizzazioni non governative. La rappresentanza degli Emirati, in particolare, ha sostenuto “la promozione di un approccio internazionale integrato che protegga i diritti fondamentali delle donne e delle ragazze afghane e garantisca la loro piena inclusione in tutti gli aspetti della vita pubblica”.