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Afghanistan, Talebani a 50 km da Kabul

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Prosegue l’avanzata dei Talebani in Afghanistan, ora impegnati in scontri con le forze di sicurezza a Pul-i-Alam, capoluogo della provincia di Logar. Lo rende noto l’emittente al-Jazeera citando proprie fonti locali, che parlano di intensi combattimenti. Il capoluogo di provincia è ”assediato”, riferisce la tv, ricordando che la provincia di Logar si trova a soli 50 chilometri a est di Kabul.

I Talebani hanno conquistato anche Lashkar Gah, importante città nel sud dell’Afghanistan, capoluogo della provincia più grande del Paese, Helmand. Conquistata inoltre Feruz Koh, nella provincia occidentale di Ghor, senza combattere. Secondo quanto riferito da esponenti politici locali, la città è stata abbandonata dalle forze di sicurezza e dai funzionari governativi questa mattina, e le forze di Talebani ora controllano tutti gli edifici governativi della città che ha circa 132mila abitanti. E’ il 15esimo capoluogo di provincia che cade nelle mani dei Talebani in una settimana.

Nell’avanzata di ieri, i Talebani hanno preso la seconda e la terza città più grandi dell’Afghanistan, Kandahar e Herat, dove fino a qualche settimana fa erano dispiegati i militari italiani. La presa di Kandahar, città di 651mila abitanti, è strategicamente e simbolicamente importante, essendo stata la roccaforte dei Talebani.

Tutte le forze governative afghane hanno lasciato la città e si sono rifugiate nelle caserme del 205esimo battaglione, hanno riferito alla dpa i deputati Gul Ahmad Kamin e Arif Noorzai. La ritirata è avvenuta dopo duri combattimenti con le forze talebane avvenuti intorno e nella città nelle ultime 3 settimane.

ONU – Il Consiglio di Sicurezza dell’Onu sta lavorando a una dichiarazione di condanna dell’avanzata dei Talebani, in cui afferma che la comunità internazionale non li riconoscerà se prenderanno il potere con la forza. Secondo quanto rende noto la Cnn, sta circolando una bozza della dichiarazione in cui si condannano “con i termini più duri possibili” gli attacchi e le violenze perpetrate in Afghanistan.

Redatta da Norvegia e Estonia, membri di turno del Consiglio, la dichiarazione deve essere approvata dai 15 membri del Consiglio. Ma, sottolinea la Cnn, non ci sono indicazioni sui tempi di questa eventuale approvazione. Il portavoce del segretario generale dell’Onu, Stéphane Dujarric, ha sottolineato che il Consiglio di Sicurezza ha “un ruolo molto importante da svolgere” attraverso “una voce unita per aiutare ad arrivare alla pace o per lo meno contenere i combattimenti il prima possibile”. Esprimendo “profonda preoccupazione” per la caduta di città importanti come Kandahar e Herat, il portavoce ha sottolineato che la presa di Kabul avrebbe un impatto “catastrofico”.

ITALIA – Il ministro degli Esteri Luigi Di Maio ha sentito telefonicamente il presidente del Consiglio Mario Draghi per fare il punto sulla situazione in Afghanistan alla luce degli ultimi sviluppi dopo l’avanzata dei Talebani. A quanto si apprende, durante il colloquio avvenuto nella tarda serata di ieri è stata ribadita la necessità di procedere con la massima attenzione per mettere in sicurezza anche il personale dell’ambasciata italiana a Kabul.

USA – Di fronte “all’evolversi della situazione di sicurezza” gli Stati Uniti riducono ulteriormente il personale civile a Kabul e “accelerano i tempi” del ponte aereo per portare fuori dall’Afghanistan gli interpreti e gli altri afghani che hanno collaborato con le forze Usa. E’ quanto hanno detto il segretario di Stato, Antony J. Blinken, e il segretario alla Difesa, Lloyd J. Austin, in un colloquio telefonico con il presidente afghano Ashraf Ghani durante il quale hanno “sottolineato che gli Stati Uniti rimangono impegnati per la sicurezza e la stabilità dell’Afghanistan di fronte alla violenza dei Talebani”, si legge in un comunicato.

Blinken e Austin hanno poi “ribadito che gli Usa rimangono impegnati a mantenere forti relazioni diplomatiche e di sicurezza con il governo afghano”. E hanno discusso con Ghani gli ultimi sviluppi sul terreno, con le nuove conquiste dei Talebani, “gli sforzi per ridurre la violenza e le iniziative diplomatiche in corso”. Blinken ha affermato che “gli Usa rimangono impegnati a sostegno di una soluzione politica del conflitto”, conclude la nota del portavoce del dipartimento di Stato.

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