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Abbas all’Onu: “Pronti a governare Gaza, Hamas non deve avere un ruolo e no a uno Stato armato”

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(Adnkronos) – "Hamas non deve avere un ruolo" nel futuro della governance palestinese e "non vogliamo uno Stato armato". Lo dice con chiarezza il leader dell'Autorità nazionale palestinese, Mahmoud Abbas, nel suo intervento in videocollegamento alla sessione dell'Assemblea generale delle Nazioni Unite dopo che l'Amministrazione Trump non gli ha concesso il visto per recarsi a New York. "Abbiamo detto, e continueremo ad affermare, che la Striscia di Gaza è parte integrante dello Stato di Palestina" e "siamo pronti ad assumerci la piena responsabilità per governance e sicurezza". "Vogliamo uno stato moderno" e "democratico", che "sia libero da armi ed estremismo", ha chiarito ancora Abbas dopo aver escluso un ruolo per Hamas nel futuro della governance palestinese. "Respingiamo quello che Hamas ha fatto il 7 ottobre" 2023 in Israele. "Non rappresenta il popolo palestinese", ha sottolineato il leader dell'Autorità palestinese che ha però puntato il dito contro Israele. "Quello che Israele sta portando avanti" nella Striscia di Gaza "non è solo un'aggressione, è un crimine di guerra e contro l'umanità". Abbas ha iniziato il suo intervento denunciando come da "quasi due anni", da quando sono iniziate le operazioni militari israeliane nella Striscia in risposta all'attacco del 7 ottobre 2023 in Israele, i "palestinesi a Gaza" vivano con una "guerra di genocidio". Abbas ha denunciato "lo sfollamento" dei gazawi, la "fame" nell'enclave palestinese, senza risparmiare accuse alle "forze di occupazione israeliane", accusate di aver "ucciso e ferito più" migliaia di palestinesi, "per lo più donne, bambini e anziani", di aver "impedito l'ingresso di forniture sanitarie e di generi alimentari", di aver imposto un "assedio" contro "un'intera popolazione" e "distrutto più dell'80% di case, scuole, ospedali, chiese, moschee, strutture e infrastrutture". Il leader palestinese ha anche denunciato "crimini" che – ha detto – sono "monitorati e documentati" e che "verranno ricordati nelle pagine dei libri di storia" come "uno dei capitoli più terribili di tragedia umanitaria del XX e XXI secolo".  Ma Israele secondo Abu Mazen ha colpe non solo a Gaza. "In Cisgiordania, anche a Gerusalemme Est", il "governo israeliano estremista – ha ricordato – continua ad attuare la sua politica di insediamenti attraverso l'allargamento illegale degli insediamenti" e con lo "sviluppo di progetti per l'annessione di insediamenti". Abbas ha denunciato le "violazioni" israeliane facendo esplicito riferimento al caso dell'area nota come 'E1', che taglia in due la Cisgiordania ed è considerata come una minaccia alla soluzione a due stati. "Si intensifica il terrorismo dei coloni", ha accusato ancora Abbas. Quanto a chi si schiera dalla parte della Palestina, "rifiutiamo venga confusa la solidarietà con la causa palestinese e la questione dell'antisemitismo", ha scandito, che "respingiamo sulla base dei nostri valori e principi".  —internazionale/[email protected] (Web Info)

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