A.Saudita: Di Battista, ‘Renzi si dimetta invece di buttare palla in tribuna’ (2)

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(Adnkronos) – “Se avesse criticato apertamente il regime saudita, se si fosse indignato per i civili massacrati in Yemen, per l’oscurantismo di Riad o per la macelleria fatta sul cadavere di Khashoggi, nessun saudita gli avrebbe più strapagato la sua attività da conferenziere – attacca Di Battista -. Da Renzi, invece, non è arrivata nessuna di queste osservazioni. E il regime ha continuato a invitarlo alle sue conferenze e a pagarlo. Lecito ma immorale”.

“Mentre attivisti e giornalisti liberi denunciano le atrocità commesse dal regime saudita, Renzi lo elogia, lo definisce “un baluardo contro l’estremismo islamico”, dunque, di fatto, lo rafforza. E intanto Riad, tramite il Fii Institute, lo paga. Il fatto che sia legale non ha alcuna importanza dal punto di vista politico. In Italia andare a prostitute è lecito. Ma se un parlamentare che magari sostiene, a parole, i valori cattolici della famiglia tradizionale, fosse pizzicato, ripetutamente, in compagnia di una squillo, la pubblica opinione, incoraggiata dai giornali, gli imporrebbe le dimissioni”.

Poi ‘Dibba’ si difende dalle accuse mosse da Renzi. “Io Trump, a differenza di questi cuor di leone che tacevano quando era potente, l’ho criticato eccome. E l’ho fatto quando era presidente degli Stati Uniti d’America e non un bannato da Twitter”, dice riportando tutte le critiche mosse contro l’ex presidente degli States. “A differenza del Senatore semplice di Firenze, Scandicci, Signa e Impruneta prendo posizioni scomode, posizioni che ritengo giuste e che, personalmente, non mi convengono. Questo perché le mie opinioni non sono in vendita, neppure per tutto l’oro di un fondo saudita”, chiude Di Battista.

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