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A Roma una 2 giorni sull’omeopatia, focus su impatto Covid nei bambini

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Roma, 21 ott. (Adnkronos Salute) – L’impatto della pandemia da Covid sulla salute dei bambini e il ruolo della medicina omeopatica saranno al centro del decimo Congresso internazionale del Cedh (Centre d’Enseignement et de Développement de l’Homéopathie), al via oggi a Roma con la partecipazione di oltre 500 professionisti della salute provenienti da 22 Paesi tra cui Stati Uniti, Colombia, Spagna, Romania, Bulgaria, Repubblica Ceca, Francia, Tunisia, Belgio e Italia. Una due giorni di confronto in cui gli specialisti affronteranno numerosi temi, fra i quali i nuovi codici per la cura dei bambini e adolescenti del XXI secolo, l’oncologia pediatrica, i disturbi ginecologici, le fobie scolari, la sindrome dermo-respiratoria, oltre al ruolo dell’omeopatia nella presa in carico complessiva dei pazienti.

“Da oltre 50 anni la scuola internazionale di omeopatia Cedh è fortemente impegnata nella formazione di professionisti della salute in tutto il mondo – afferma Martine Tassone, direttore medico e pedagogico Cedh – In occasione del congresso di Roma abbiamo coinvolto circa 30 relatori internazionali per un confronto su come la crisi sanitaria abbia determinato un peggioramento delle condizioni di salute generali di bambini e adolescenti, tra i quali disturbi comportamentali, depressione, disturbi genitourinari, esplorando allo stesso tempo il ruolo che il medicinale omeopatico può svolgere nella pratica medica di ognuno”.

Fondato nel 1972 – si legge in una nota – il Centro per l’insegnamento e lo sviluppo dell’omeopatia si pone l’obiettivo di trasmettere ai professionisti della salute le conoscenze e gli strumenti necessari per la pratica quotidiana dell’omeopatia. Oggi presente in 28 Paesi, tra cui l’Italia (dal 2014), il Cedh rappresenta il maggiore centro di formazione in omeopatia del mondo. Da 50 anni, i 162 medici docenti del Cedh hanno formato circa 45mila professionisti della salute.

Nel mondo – si ricorda nella nota – ricorrono all’omeopatia 300 milioni di persone (di cui 9 milioni in Italia) e più di 200mila professionisti della salute. L’ambizione della Scuola internazionale di omeopatia è consentire a tutti i professionisti della salute di integrare l’omeopatia nella loro pratica quotidiana.

Al centro della due giorni non solo simposi e relazioni plenarie su tematiche di salute di stretta attualità, ma anche un focus sullo stato dell’arte e le prospettive future della ricerca in omeopatia.

“L’omeopatia è controversa e può generare un acceso dibattito – ammette Rachel Roberts, chief executive Homeopathy Research Insitute (Hri) – Chi l’attacca spesso sostiene che non esistono studi scientifici per dimostrarne il meccanismo d’azione e che, tutt’al più, le si può attribuire un effetto placebo. Eppure, esistono dati significativi a sostegno di prove scientifiche. La ricerca in omeopatia è un campo relativamente nuovo, che si avvale di metodi scientifici rigorosi. Si tratta di un campo in piena ascesa che suscita grande interesse”.