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25 aprile, sfida mozioni al Senato

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Roma, 20 apr. (Adnkronos) – Saranno due le mozioni oggi in Aula al Senato sul 25 aprile, festa della Liberazione. Da una parte quella di maggioranza – a firma dei capigruppo di Fdi Lucio Malan, Lega Massimiiano Romeo e FI Licia Ronzulli assieme alle altre componenti di maggioranza – che punta sulla “collaborazione di tutte le istituzioni e di tutte le forze politiche, ad adottare le opportune iniziative perché le pubbliche commemorazioni degli avvenimenti della storia italiana ed europea si svolgano nel rispetto della dovuta accuratezza storica, senza trarne occasione per attacchi ad avversari che pure si riconoscono nei principi, nei valori e nel dettato costituzionale”. Pd, M5S e le altre forze di opposizione nel loro testo prendono in prestito le parole della senatrice a vita Liliana Segre, che nel chiedere di celebrare in modo unitario il 25 aprile, si auspica “gesti nuovi e magari inattesi” che potrebbero avere “grande valore d’esempio”.

I partiti dell’alleanza di centrodestra, dopo aver riconosciuto “l’importanza delle date che ricordano momenti fondamentali della storia dell’Italia unita, libera e democratica”, a partire dal 25 aprile, chiedono che le giornate di commemorazione “rappresentino momenti di effettiva condivisione e partecipazione di tutte le componenti politiche e culturali che si riconoscono nei valori della libertà e della democrazia, e rafforzino i sentimenti di unità nazionale, di inclusione, di perseguimento del bene comune e, ove necessario, di riconciliazione”. Non mancano riferimenti ai valori della Costituzione, richiamata dalle parole di Mattarella – che la mozione ripropone – anche quando parlò dei “tragici fatti del 16 aprile 1973 a Primavalle, nel contesto della diffusa violenza politica di quegli anni, con il comune auspicio che mai abbia a ripetersi una simile stagione”.

Dall’opposizione firmano la loro mozione il capogruppo dem Francesco Boccia, Barbara Floridia del M5S e Azione-Iv, Avs e le autonomie. Nella mozione si ricordano le parole della senatrice a vita Liliana Segre, quando sottolineò come “le grandi Nazioni (…) dimostrano di essere tali anche riconoscendosi coralmente nelle festività civili, ritrovandosi affratellate attorno alle ricorrenze scolpite nel grande libro della storia patria. Perché non dovrebbe essere così per il popolo italiano? Perché mai dovrebbero essere vissute come date divisive, anziché con autentico spirito repubblicano, il 25 aprile, festa della liberazione, il 1° maggio, festa del lavoro, il 2 giugno, festa della Repubblica? Anche su questo tema della piena condivisione delle feste nazionali, delle date che scandiscono un patto tra le generazioni, tra memoria e futuro, grande potrebbe essere il valore dell’esempio, di gesti nuovi e magari inattesi”.

Poi si impegna il Senato ad “adottare le iniziative necessarie affinché le commemorazioni delle date fondative della nostra storia antifascista si svolgano nel rispetto della verità storica condivisa e possano, solo così, essere terreno fertile per il mantenimento e la costruzione di un’identità collettiva e del senso di appartenenza a una comunità”. La mozione, almeno nella sua prima parte, con le affermazioni della senatrice sopravvissuta alla Shoah, potrebbe essere votata anche dalle forze di centrodestra, come emerso nelle scorse ore.