Estrarre energia solare dalla sabbia. Un progetto italiano

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Per estrarre energia pulita la tecnologia STEM utilizza degli speciali ricevitori di calore composti da sabbia per immagazzinare con successo il calore prodotto dal sole, e produrre elettricita’

Estrarre energia solare dalla sabbia. E’ questa, in pratica, la scoperta ‘made in Italy’ portata avanti grazie ad un progetto di ricerca del gruppo energetico ‘Magaldi’ insieme al CNR, attraverso cui è stato possibile sperimentare con successo un sistema che utilizza i ‘letti fluidizzanti’  (ossia dei recettori composti da sabbia) nel solare a concentrazione, per produrre elettricità.

Per estrarre energia solare dalla sabbia, l’innovativo sistema adotta una particolare tecnologia ‘a torre’, denominata ‘Solare Termoelettrico Magaldi’ (STEM), incentrata su una serie di specchi montati su telai eliostati, che seguono il percorso del sole durante l’arco della giornata.

Estrarre energia solare dalla sabbia grazie alla tecnologia STEM, è quindi possibile quando un’elevata concentrazione di radiazioni raggiunge il ricevitore di calore, dove si raggiungono alte temperature, come quelle delle centrali a combustibili fossili. I ricevitori di calore utilizzati, sono appunto degli speciali recettori composti da sabbia tenuta in sospensione con l’aria, in grado di assorbire in modo molto efficiente l’energia solare e capaci di immagazzinarla anche in assenza della fonte luminosa, per circa 5-6 ore. 

Estrarre energia solare dalla sabbia con la tecnologia STEM, secondo i ricercatori, significa utilizzare un metodo totalmente ecocompatibile e ibrido, in grado di usare anche combustibili liquidi e gassosi, senza l’aggiunta di altre apparecchiature. In sostanza si tratta di un rivoluzionario ‘sistema di accumulo’ che, tra le altre cose, permette di avere tutta l’energia necessaria in ogni posto e dove si vuole perché la sua capacità di immagazzinamento è pressoché illimitata. Attualmente il progetto STEM, ha superato la fase di prova in laboratorio, con test per 2mila ore di funzionamento e una capacità di produzione di 100-150 kW.

(Matteo Ludovisi)

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