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Celle solari con una tensione elettrica 5 volte maggiore

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Un ibrido che sfrutta contemporaneamente luce e calore per potenziare l’energia elettrica risultante

 

Le celle solari stanno diventando sempre più efficienti: ogni nuova generazione cerca di trasformare il maggior quantitativo di luce solare in energia, a volte anche con la semplice aggiunta di una superficie in più (come nel caso dei pannelli bifacciali). Tuttavia, i nuovi modelli risentono ancora del limite di non riuscire a usare totalmente la radiazione che cade su di loro.

Gli scienziati hanno cercato di sopperire proprio a questo, creando una nuova cella che converte la luce inutilizzata in calore, permettendo di aumentare l’efficienza della cella del 20 per cento e di quintuplicare la differenza di potenziale elettrico. Siccome è ibridando i materiali che si raggiunge questo risultato, nel tempo sono state sperimentate molte sostanze che si pensava potessero aumentare l’efficienza delle celle fotovoltaiche. La svolta è arrivata grazie al PEDOT, un polimero conduttore in grado di riscaldarsi quando la luce lo colpisce.

I ricercatori hanno preso una cella fotovoltaica convenzionale sensibilizzata da un colorante e l’hanno ricoperta di uno strato di polietilenediossitiofene (PEDOT, appunto); al di sotto, poi, hanno posizionato un foglio di materiale piroelettrico e un dispositivo termoelettrico, poiché entrambi sono dei convertitori di calore in elettricità. Il risultato è stato quello atteso: un guadagno di efficienza e di prestazione, con la conversione anche della luce che non viene assorbita dalla cella.

Ovviamente, il materiale che è necessario per costruire una cella solare di questo tipo fa aumentare i costi e ne rende l’acquisto più dispendioso rispetto ad altre tipologie, ma i ricercatori che hanno contribuito a questa svolta sono fiduciosi che i consumatori troveranno che la maggiore produzione di energia solare è più che giustificativa del costo.

gc

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celle solari, energia, fotovoltaico

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