energia dagli alberi

E se si potesse prendere energia dagli alberi?

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energia dagli alberi

Le nuove tecnologie potrebbero sfruttare l’energia proveniente dagli alberi

Secondo una nuova ricerca potremmo trovarci di fronte alla possibilità di avviare delle nuove tecnologie che traggono energia dagli alberi, per aiutare l’alimentazione delle città future.

Convertendo i movimenti degli alberi in energia, infatti, si accederebbe a una tecnologia anemocinetica che attinge alla natura in una maniera innovativa.

Come sappiamo, è molto tempo che si lotta per trovare fonti di energia sostenibili, visto che esiste una domanda di energia che è molto (troppo?) elevata rispetto alle fonti che abbiamo.

La tecnologia anemocinetica potrebbe essere la risposta a questo problema?

Per capirlo, innanzitutto c’è da spiegare che il concetto di anemocinetica si basa sulla prima legge della termodinamica, in base alla quale l’energia non può essere creata o distrutta. In altre parole, l’energia che utilizziamo è continuamente disponibile in natura in varie forme.

Il problema è convertire l’energia disponibile da una forma all’altra per scopi specifici.

Secondo questo nuovo progetto pubblicato su  Behance, l’anemocinetica consente agli scienziati di sfruttare l’energia proveniente dagli alberi attraverso l’oscillazione dei rami. Lo studio ha esaminato la gamma di movimento dei rami degli alberi e ha scoperto che fluttuano in base alla velocità del vento, all’altezza e al tipo di albero e che le fluttuazioni del ramo possono variare da 1 a 25 cm.

Sebbene siano ancora in corso ulteriori studi per determinare il modo migliore per sfruttare questa energia, gli scienziati hanno già creato un prototipo di circuito elettrico e condotto test sul campo. La ricerca ha scoperto che ciascun ciclo di movimento del ramo «genera una carica pari a 3,6 volt con una corrente di 0,1 ampere e una durata di 200 millisecondi».

Queste cifre potrebbero rappresentare un futuro radioso per l’anemocinetica.

Sebbene lo studio abbia ancora bisogno di investimenti e ulteriori ricerche, i risultati preliminari sono promettenti. La tecnologia anemocinetica ha molte possibili applicazioni, tra cui l’alimentazione di sensori per creare una specie di Internet della foresta (Internet of Forest, IoF).

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