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I «capelli» dei buchi neri

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I fisici trovano nuove maniere per distinguere alcuni buchi neri dagli altri e descriverli

Negli anni ’60 e ’70, i fisici Jacob Bekenstein e John Wheeler, per spiegare che non era possibile descrivere l’aspetto di un buco nero, hanno detto che i buchi neri «non hanno capelli».

Sembra una strana affermazione, ma il fatto è che i capelli sono spesso usati per descrivere l’aspetto di una persona – si possono avere capelli lunghi o corti, biondi o bruni, eccetera.

Tutti i buchi neri hanno tre caratteristiche osservabili, secondo la teoria della relatività generale di Albert Einstein: una massa, un momento angolare e una carica elettrica. L’attrazione gravitazionale del buco nero afferra qualsiasi altra cosa che possa essere utile per differenziare un buco nero da un altro dello stesso tipo. In altre parole, il fatto di «non avere capelli» comporta che è davvero difficile raccogliere informazioni sulla storia o l’origine di un singolo buco nero.

Nel 2018, però, un team guidato da scienziati dell’Università di Cambridge ha scoperto che i buchi neri estremi, quelli con la massima carica elettrica possibile, hanno diverse proprietà che i ricercatori possono usare per distinguerli. Sembrava fosse un caso unico, almeno fino ad ora: sembrava che i buchi neri estremi fossero gli unici ad avere i capelli e che tutti gli altri fossero calvi.

Recentemente, invece, un team della California Theiss Research ha pubblicato un articolo  sulla Physical Review Research incentrato sulla capacità di crescita dei capelli di buchi neri quasi estremi, scoprendo che questi possono farsi crescere i capelli proprio come i buchi neri estremi, ma che questa cosa non dura a lungo. Alla fine, la loro vera natura si manifesta.

Grazie a questa scoperta, gli astrofisici potrebbero non dover aspettare troppo a lungo per vedere i capelli su un buco nero quasi estremo nella vita reale. Speriamo.

 

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buchi neri, capelli, raccogliere informazioni

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