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COVID19: Vaccino, Regno Unito e Italia insieme verso il traguardo

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Forse già a settembre le prime vaccinazioni, grazie all’accordo tra l’Istituto Jenner dell’Università di Oxford e l’italiana Advent-Irbm con sede a Pomezia

Da mesi i paesi del mondo sono in trepidante attesa di un vaccino che permetta a tutti noi, il prima possibile, di tornare alla “normalità” di una vita fatta di lavoro e affetti più cari.

Il grande fermento scientifico per la corsa al traguardo sta animando i centri di ricerca in tutto il mondo. La ragione è presto detta. Al di là delle evidenti e principali ricadute sulla salute pubblica, la “vittoria” contro il tempo poterà, agli istituti di ricerca e alle aziende coinvolte nella produzione del vaccino, un ritorno di immagine ed economico da capogiro.

Per questo, la notizia dell’accordo siglato tra l’Istituto Jenner dell’Università di Oxford e l’azienda farmaceutica italiana Advent-Irbm di Pomezia, è così importante.

La società di Biotech italiana, infatti, è stata incaricata dall’Università di Oxford della produzione del nuovo vaccino contro il coronavirus per i test clinici.

Ma non è tutto, dopo la statunitense Moderna, lunedì 13, la Advent-Irbm di Pomezia ha annunciato che a fine aprile inizieranno i test accelerati sull’uomo e che, se la sperimentazione clinica di fase 1 fosse superata con successo «si prevede di rendere utilizzabile il vaccino già a settembre – così Di Lorenzo CEO della Advent-irbm – per vaccinare personale sanitario e Forze dell’ordine in modalità di uso compassionevole».

Ad oggi sono 70 i vaccini, comunicati all’OMS, contro il coronavirus in fase di sviluppo, solo 3 dei quali hanno ottenuto l’approvazione ad essere testati in studi clinici sull’uomo.

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