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coronavirus terapia intensiva

Coronavirus: valvole 3D stampate in loco per l’ospedale di Chiari

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coronavirus terapia intensiva

In provincia di Brescia, un ingegnere crea in 3D le valvole di ricambio per mantenere in funzione l’unità di terapia intensiva.

L’emergenza dell’ospedale di Chiari in provincia di Brescia è esplosa venerdì 13 marzo, quando è stato annunciato che non c’erano più valvole per i respiratori della terapia intensiva e che non c’era modo che il normale fornitore potesse inviarle in un tempo breve.

Per questo, è stata lanciata una richiesta che ha fatto un veloce giro della provincia, fino ad arrivare a chi si occupa di stampa 3D, in modo che le valvole potessero essere progettate e prodotte in loco.

Da quel momento, sono state molte le aziende che hanno risposto, nel tentativo di mantenere l’ospedale fornito per il prossimo futuro ed è stato Cristian Fracassi, imprenditore bresciano a capo della startup Isinnova, il primo a mettersi al lavoro per fornire almeno cento valvole su misura stampate con la sua stampante 3D.

Riporta il Corriere della Sera che Fracassi su Facebook ha scritto: «Non chiamateci, come alcuni hanno fatto, eroi. Certo, delle persone stavano per morire, ma abbiamo fatto solo il nostro dovere. Rifiutarsi infatti non sarebbe stato un atto vile, ma omicida. (…) Concentriamoci sui veri eroi, quelli che salvano vite, che fanno 16 ore di turni in ospedale e sono giorno e notte di fianco ai malati ed elogiamo loro».

Ognuna delle parti prodotte da Fracassi corrisponde a un singolo paziente che necessita di cure intensive e che ora, grazie a queste, può essere ossigenato in ospedale.

Questo ci dimostra, una volta di più, quanto in una situazione grave come questa anche le piccole parti che si rompono possono portare a problemi giganti.

Bisogna lavorare tutti insieme perché non accada.

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Bergamo, chiari, coronavirus, ingegneria 3d, ospedale, terapia intensiva

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