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Cervelli vivi dentro corpi morti

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Gli scienziati sono riusciti a far rimanere attivo il cervello di alcuni topi, anche se gli animali non erano più in vita

Un team di ricercatori del RIKEN Center for Biosystems Dynamics Research, in Giappone, ha sviluppato un nuovo metodo per mantenere in vita i tessuti cerebrali degli animali fino a un massimo di 25 giorni dopo la loro morte.

La ricerca, pubblicata sulla rivista Analytical Sciences, racconta come è stato sviluppato questo metodo e come, attraverso questo studio sui tessuti espiantati degli animali si potrà migliorare anche quello sullo sviluppo degli embrioni, attraverso la coltura e l’osservazione a lungo termine necessarie per la crescita di tessuti e organi.

I ricercatori hanno sviluppato una tecnica già esistente, che coinvolge i cosiddetti dispositivi microfluidici, un modo speciale e altamente preciso per fornire fluidi e sostanze nutritive di cui il tessuto cerebrale ha bisogno per sopravvivere. Un grosso ostacolo a questa metodologia è stato il fatto che fornire troppo liquido impedirebbe alle cellule del tessuto di scambiare gas e fornirne troppo poco le farebbe seccare e morire.

Per risolvere il problema, il team ha sviluppato un nuovo dispositivo microfluidico, che include una membrana artificiale permeabile, la quale consente il passaggio di alcuni liquidi, ma non tutti, mantenendo i livelli di umidità giusti.

 

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