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Respirare sott’acqua

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Un dispositivo stampato in 3D potrebbe aiutare chi lo indossa a respirare nelle profondità marine

Il designer e scienziato giapponese Jun Kamei, diplomato alla Royal College of Art, ha inventato un respiratore subacqueo costruito grazie alla stampa 3D. Secondo Kamei, in futuro, ci saranno complicazioni causate dall’innalzamento dei livelli del mare, complicazioni che influenzeranno la vita di tre miliardi di persone a livello globale. Così, per far fronte a questa sua personale visione, lo scienziato ha progettato Amphibio, un dispositivo, stampato in 3D, che spera di aiutare le persone colpite dall’innalzamento dei mari a lavorare con la natura in parti sommerse della Terra.

Amphibio replica il metodo utilizzato dagli insetti acquatici per intrappolare l’aria, formando una branchia di scambio di gas. Il materiale microporoso e idrofobico del respiratore consente l’estrazione di ossigeno dall’acqua circostante e allo stesso tempo rimuove l’anidride carbonica. L’accessorio si presenta composto di due parti: una è la maschera respiratoria che si applica sul viso e l’altra, collegata con la prima, è un assembramento di branchie.

Il primo prototipo funzionante di Amphibio non produce ancora abbastanza ossigeno per sostenere la respirazione di un essere umano, ma Kamei è ottimista. Ha raccontato di aver sviluppato personalmente il filamento del materiale stampabile in 3D e ha spiegato che la sua speranza è che le persone, in futuro, possano stamparselo da soli. Visto che la stampa 3D sta diventando sempre più comune e che presto sarà disponibile nella società, non è troppo difficile per lo scienziato immaginare un futuro in cui le persone possono trovare a disposizione «nel proprio giardino», questa sorta di alga branchia di potteriana memoria.

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mare, respirazione, Stampa 3D

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