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Perché gli attivisti di Greenpeace manifestano davanti a una fabbrica di fazzoletti?

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“La foresta vale più di un fazzoletto” spiegano gli attivisti a fianco di un gigante pacchetto di fazzoletti Tempo

Gli attivisti di Greenpeace si sono schierati ieri mattina, 4 ottobre, davanti al quartier generale di Essity, proprietaria di marchi come Tempo e Tena, per chiedere all’azienda di eliminare dalla propria filiera i fornitori coinvolti nella distruzione di aree importanti della Grande Foresta del Nord in Svezia, Finlandia e Russia.

Cinque attivisti hanno portato all’ingresso del palazzo di Essity la riproduzione gigante di una confezione di pacchetti di fazzoletti con la scritta ‘Il peggiore di tutti i tempo’, denunciando come l’uso di polpa di cellulosa derivante da foreste ad alto valore di conservazione stia ‘consumando’ la foresta Boreale, altri attivisti hanno trasmesso il rumore della foresta che viene tagliata e aperto un banner con la scritta ‘La foresta vale più di un fazzoletto’.

A Porcari, a pochi chilometri di distanza, presso uno stabilimento appartenente alla stessa azienda altri cinque attivisti hanno attaccato su bobine giganti di cellulosa degli adesivi con il messaggio ‘Più foreste, meno fazzoletti’ e aperto un banner con la richiesta ‘È tempo di cambiare – Salviamo la Grande Foresta del Nord’.

“Chiediamo a Essity di rivedere la propria politica di approvvigionamento, in modo da contribuire alla protezione della foresta Boreale e dei diritti delle popolazioni indigene che la abitano” ha spiegato Martina Borghi, responsabile della campagna foreste di Greenpeace Italia. “L’azienda deve aumentare l’uso di fibre riciclate nella sua produzione di fazzoletti, carta igienica, asciugatutto e tovaglioli e comunque non deve usare mai fibre provenienti da foreste ad alto valore di conservazione”.

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