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Ilva: sciopero dei dipendenti ad oltranza

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Continua ad oltranza lo sciopero dei dipendenti Ilva, che hanno iniziato la protesta nella giornata di ieri dopo la notizia del sequestro degli stabilimenti Ilva di Taranto

Continua ad oltranza lo sciopero dei dipendenti di Ilva: secondo quanto affermato dall’agenzia di stampa Ansa, nell’assemblea dei lavoratori  che si è conclusa poco fa all’interno dello stabilimento Ilva di Taranto, è stato confermato lo sciopero ad oltranza.  I sindacalisti di categoria hanno sottolineato nei loro interventi la necessità di sollecitare un intervento del presidente Mario Monti sulla vicenda. I lavoratori hanno inoltre confermato la necessità di presidiare tutti gli ingressi nella città di Taranto. 

Proseguono, quindi, i blocchi stradali da parte dei lavoratori dell’Ilva di Taranto, che stanno inscenando diverse manifestazioni di protesta in seguito al sequestro degli impianti dell’area a caldo da parte della magistratura nell’ambito dell’inchiesta sull’inquinamento ambientale. Oltre al presidio davanti allo stabilimento, ci sono blocchi sulla statale 100 Taranto-Bari, la statale 106 jonica, la strada Taranto-Statte e la città vecchia di Taranto. Le forze dell’ordine sono impegnate a deviare il traffico su strade secondarie. I sindacati hanno indetto lo sciopero a oltranza dei lavoratori e attualmente all’interno dello stabilimento ci sono solo gli operai impegnati nelle ‘comandante’ per la tutela di alcuni impianti.  

Ieri, secondo quando riportato da Ansa, il gip Patrizia Todisco ha firmato il provvedimento di sequestro (senza facoltà d’uso) degli impianti dell’area a caldo dell’Ilva di Taranto e misure cautelari per alcuni indagati nell’inchiesta per disastro ambientale a carico dei vertici Ilva. Sempre secondo l’Ansa, sarebbero 8 gli indagati, tra dirigenti ed ex dirigenti dell’Ilva, per i quali il gip Patrizia Todisco ha disposto gli arresti domiciliari. Cinque di questi erano già inquisiti e avevano nominato propri consulenti nell’ambito dell’incidente probatorio.  Gli arresti riguardano il patron Emilio Riva, presidente dell’Ilva Spa fino al maggio 2010, il figlio Nicola Riva, che gli è succeduto nella carica e si è dimesso un paio di settimane fa, l’ex direttore dello stabilimento di Taranto, Luigi Capogrosso, il dirigente capo dell’area del reparto cokerie, Ivan Di Maggio, il responsabile dell’area agglomerato, Angelo Cavallo. La misura cautelare, però riguarderebbe anche altri tre dirigenti.

Nello storico stabilimento di Taranto i sigilli sono previsti per i parchi minerali, le cokerie, l’area agglomerazione, l’area altiforni, le acciaierie e la gestione materiali ferrosi. Sono state individuate anche tre figure tecniche (due funzionari dell’Arpa Puglia e uno dei Dipartimenti di prevenzione dell’Asl di Bari) che dovranno sovrintendere alle operazioni e garantire il rispetto delle norme di sicurezza. Della gestione delle fasi che attengono al personale si occuperà un commercialista e revisore contabile. 

(fonte Ansa)

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