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Come creare diamanti dal burro d’arachidi

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La scienza dimostra che è possibile creare diamanti dal burro di arachidi, ma vi sconsigliamo di provarci a casa

No, non è uno scherzo, uno scienziato dell’Istituto bavarese di geologia c’è riuscito: ha creato un diamante partendo dal burro d’arachidi. La ricetta sembra semplice: usare il burro come sorgente di carbonio; il problema arriva dopo: bisogna replicare le condizioni del mantello terrestre; non provateci in cucina. 

I diamanti si formano infatti nel mantello, più di 800 km sotto la superficie terrestre: la temperatura da queste parti è di 2200 gradi e la pressione è 1.300.000 volte quella atmosferica. Solo in questo ambiente infernale il carbonio si combina e si cristallizza per dar vita alla pietra preziosa che molte donne amano portare al dito.

Dan Frost sta lavorando per replicare le condizioni del mantello inferiore del nostro pianeta: vuole ricreare in laboratorio quello che accade migliaia di chilometri sotto i nostri piedi. Come ha raccontato a BBC Future, usa dei pistoni per schiacciare piccoli campioni di cristallo a una pressione altissima, ‘cuocendo’ il tutto in una fornace. In effetti sembra un girone dantesco più che un laboratorio. 

La pressione elevata e il calore del mantello terrestre, replicate nell’esperimento, ricombinano gli atomi di carbonio, facendogli assumere una configurazione più densa. In seguito Frost bombarda con ‘onde sonore’ la sua riproduzione del mantello e confronta i risultati ottenuti con la forma delle ‘vere’ onde sismiche: ciò permette di avanzare delle deduzioni sulla reale composizione geologica della terra. Ha scoperto ad esempio che il mantello inferiore non sembrerebbe ricco di silicone come si pensava.

Se qualcuno stava già correndo al supermercato non si faccia facili illusioni, questo esperimento richiede settimane per produrre un diamante di tre millimetri di diametro. Inoltre riprodurre a casa le condizioni del mantello terrestre sembra un po’complicato, e pure pericoloso: il processo di cristallizzazione causa delle piccole esplosioni.

Il vero scopo della ricerca è approfondire la conoscenza del nostro pianeta, anche se non mancheranno degli sviluppi industriali: Frost ha usato il burro di arachidi come fonte di carbonio, tuttavia ‘variando la ricetta’ si possono ottenere pietre dalle caratteristiche peculiari che potrebbero interessare l’industria elettronica, mentre già si parla di diamanti artificiali per il fotovoltaico.

Forse avremo presto un’idea più chiara di cosa di nasconde nelle viscere del nostro pianeta, per i regali galanti invece rassegnamoci: continueremo a frequentare le gioiellerie e a strisciare la carta di credito.

a.po

 

 

 

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Burro di Arachidi, Dan Frost, diamanti

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