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Caccia delle microplastiche, arriva a Napoli il veliero Tara

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Un viaggio di sedicimila km nel Mediterraneo per studiare gli effetti di questi microframmenti sull’ambiente marino e sulla biodiversita’

E’ Napoli la tappa italiana del viaggio di Tara Mediterranée, il veliero protagonista del progetto di esplorazione scientifica volto a quantificare la presenza delle microplastiche nel Mediterraneo e i conseguenti effetti sull’ambiente, la biodiversità, la salute dell’uomo. A Napoli il veliero si fermerà dal 9 al 13 ottobre, ma il suo viaggio dura sette mesi, da maggio a novembre 2014, è composto da 22 tappe in 11 diversi Paesi per un totale di sedicimila chilometri. Già finora purtroppo l’esplorazione ha mostrato risultati preoccupanti: nel Mare Nostrum c’è molta più plastica di quanta ne vediamo, si parla di almeno 250 miliardi di microframmenti. Le microplastiche hanno dimensioni minime (tra gli 0.3 e i 20 millimetri di lunghezza) ma ciò non le rende meno dannose. Basta pensare che impiegano circa trecento anni per decomporsi.

A Napoli, il veliero Tara effettuerà naturalmente dei prelievi di campioni delle acque del golfo ma l’appuntamento avrà anche carattere divulgativo e informativo con un ricco programma di eventi, conferenze e incontri tra ricercatori, studenti, pubblico e istituzioni.

Il programma è curato dalla stazione zoologica partenopea Anton Dohrn (www.szn.it) che partecipa al progetto con alcuni suoi ricercatori come Daniele Iudicone (il cui compito è identificare il ruolo delle correnti marine nel determinare la diversità planctonica), Maria Grazia Mazzocchi (studiosa del plancton che vive insieme ai frammenti di microplastica), Gabriele Procaccini (esperto di diversità molecolare degli organismi marini) e Adriana Zigone (che rileva al microscopio la biodiversità del fitoplancton raccolto da Tara). Tutti gli esperti hanno partecipato anche alla missione precedente “Tara Oceans” che ha studiato gli effetti del riscaldamento globale sulla biodiversità nei mari del mondo.

AS

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