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Un lievito per aiutare l’ambiente

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Un nuovo lievito geneticamente modificato potrebbe ripulire l’inquinamento causato dai metalli pesanti

Un team di sette scienziati operanti tra le istituzioni di Romania e Norvegia ha sviluppato dei lieviti che potrebbero aiutare a ripulire l’ambiente dall’inquinamento causato dai metalli pesanti. La ricerca che è stata condotta ha rivelato che i ceppi più efficaci di tale lievito sono in grado di assorbire l’80% degli ioni metallici inquinanti.

Il biorisanamento, ovvero l’utilizzo di piante, microbi o funghi per rimuovere gli inquinanti, è un metodo ideale per la pulizia dell’ambiente, ma ci sono alcuni problemi quando nell’inquinamento sono coinvolti i metalli pesanti: alcune piante semplicemente non crescono abbastanza per fare questo lavoro.

Siccome la contaminazione dei metalli pesanti, però, costituisce una minaccia per la fauna selvatica e per gli esseri umani, il team di scienziati guidato da Lavinia Liliana Ruta presso l’Università di Bucarest ha deciso di operare sul lievito e modificarlo geneticamente per provare a eliminare questi metalli tossici.

La ricerca, pubblicata sulla rivista «Applied Microbiology and Biotechnology», racconta che i geni creati dai ricercatori sono costituiti da un’ancora di membrana cellulare, da proteine verdi fluorescenti e da un peptide metallico-legante. Diversi tipi di peptidi hanno aiutato il lievito a eliminare diversi tipi di metalli pesanti (per esempio: la cisteina ha agito su cadmio e argento, la istidina su nichel e cobalto).

Potrebbero volerci ancora diversi anni prima che il lievito sia davvero utilizzato come strumento di pulizia, anche perché c’è ancora una cosa molto importante da capire, cioè come smaltire il lievito una volta che ha fatto il suo dovere. Sicuramente il prossimo passo è quello di fare test nel mondo reale, quindi non ci resta che attendere per saperne di più.

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