I rifiuti organici del biogas? Si convertono in fertilizzante ecologico

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I rifiuti organici del biogas verranno presto convertiti in fertilizzante ecologico di alta qualita’, grazie alla realizzazione, nei Paesi Baschi, di un impianto pilota per il trattamento del digestato

I rifiuti organici derivanti dalla produzione di biogas, possono convertirsi in fertilizzante ecologico di alta qualità. Ne è convinto l’Istituto basco per la ricerca agricola e lo sviluppo che, insieme al centro indipendente agrario Neiker-Tecnalia, e la società ‘Guipuzkoa Ekonek’, ha promosso la realizzazione di un impianto pilota per il trattamento dei rifiuti organici del biogas, da convertire in fertilizzanti ad alto valore aggiunto per i terreni agricoli.

I rifiuti organici ottenuti dal processo di lavorazione del biogas, rappresenterebbero però (secondo alcuni studi scientifici) un sottoprodotto di scarto che, in fase di smaltimento, emetterebbe in atmosfera un certo quantitativo di ammoniaca (gas ad effetto serra) e di altre sostanze inquinanti, con gravi danni per l’ambiente. Per questa ragione, l’Istituto basco, ha ritenuto opportuno trattare chimicamente tali rifiuti, (classificati con il nome di ‘digestato’), allo scopo di riconvertirli in fertilizzanti ecologici di alta qualità da impiegare nei terreni agricoli.

I rifiuti organici del biogas, verranno in questo modo recuperati dopo il processo di produzione bioenergetica, che consiste, in pratica, nella fermentazione batterica ‘anaerobica’ (ossia in assenza di ossigeno) dei residui vegetali, dei liquami zootecnici o dei fanghi di depurazione.

I rifiuti organici del biogas, grazie alla realizzazione di un nuovo impianto per il trattamento del digestato, saranno in questo modo riconvertiti in un fertilizzante organico di alta qualità che potrebbe essere addirittura dieci volte più produttivo rispetto ai normali concimi agricoli, senza alcun tipo di impatto con l’ambiente.

I rifiuti organici del biogas convertiti in fertilizzante ecologico, subiranno, in particolare, un processo di trattamento noto come ‘idrolisi chimica’ (in cui le molecole del materiale vengono scisse in due o più parti per effetto dell’acqua), seguito da un processo di ‘granulazione’ (che permette di trasformare le polveri cristalline o amorfe in aggregati solidi). Un’esperienza, questa, replicabile anche in Italia, visto che soltanto un anno fa Legambiente denunciava un riversamento improprio del digestato da parte di alcune aziende agricole, smaltito sui terreni agricoli senza alcun tipo di pre-trattamento ‘ecologico’.

(Matteo Ludovisi)

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