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Governo Monti. Che fine fara’ il Ministero dell’Ambiente?

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Da quando il prof. Mario Monti ha avuto l’incarico di formare un governo tecnico, impazza il toto-ministri. Per il Ministero dell’Ambiente è circolato il nome di Corrado Clini, ma secondo le ultime indiscrezioni lo stesso Ministero potrebbe essere accorpato allo Sviluppo economico

Il Prof. Mario Monti, Presidente del Consiglio incaricato, è atteso tra poco più di tre quarti d’ora al Quirinale, dove rivelerà la lista di ministri e ministeri e scoglierà la riserva. Negli ultimi giorni, ovvero da quando il Presidente della Repubblica Napolitano ha conferito a Monti l’incarico di formare un governo tecnico che tenti di condurre l’Italia fuori dalla crisi (o che almeno la metta al riparo dagli attacchi della speculazione) è andato in scena il solito toto – ministri.

Questa volta con una incognita in più: il toto – ministeri. Si sa infatti che il prof. Monti ha intenzione di attenersi alla lettera alla legge Bassanini, in larga parte emendata dagli ultimi Governi, e di formare un esecutivo che conti non più di 12 Ministri. Se tutti tecnici o con la una rappresentanza politica (oltre a quella già confermata dei sottosegretari) lo sapremo tra breve.

In questo quadro, che fine fa il Ministero dell’Ambiente? Per il Ministero appena lasciato da Stefania Prestigiacomo (che durante le discussioni sulle due ultime manovre finanziarie aveva difeso a spada tratta il sistema per il tracciamento dei rifiuti Sistri) è circolato con insistenza il nome di un altro tecnico: il direttore generale dello stesso Ministero Corrado Clini. Uomo di scienza e di cultura, di grande preparazione e con una genuina passione per la difesa ambientale. I suoi (pochi) detrattori ricordano il suo scetticismo nei confronti del protocollo di Kyoto, ma anche in quel caso si è trattato di scetticismo sostenuto da argomentazioni scentifiche e tecniche, spesso assolutamente condivisibili.

Nelle ultime ore però l’ipotesi di vedere Corrado Clini nelle vesti di Minsitro sembra essere tramontata. Il dicastero potrebbe infatti essere accorpato in un super-ministero per lo sviluppo, nel quale confluirebbero le competenze dei ministeri dello sviluppo economico, della funzione pubblica e, appunto dell’ambiente.

Il nome in corsa per questo super-ministero sarebbe quello di Corrado Passera, AD di Banca Intesa. Ma in un contesto tale la difesa dell’Ambiente sarà (come merita) una priorità, o sarà sempre un gradito al di sotto delle scelte legate all’economia?

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