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Diritto al cibo, sette miliardi di bocche da sfamare. Ma un miliardo ‘mangia troppo’

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Demografia e numeri della popolazione mondiale in salita, siamo arrivati ad essere 7 miliardi sulla Terra. 1 miliardo di questi ha la possibilità di nutrirsi e spreca tanto allo stesso tempo. La strada da seguire è l’innovazione e la sostenibilità, così come anche l’agricoltura blu e il risparmio energetico

Dal XIV secolo, più precisamente dalla fine della peste nera, il mondo non fa altro che crescere toccando l’apice della natalità (2,19 %) nel 1963. Proprio quest’anno – secondo le stime dell’Onu – gli abitanti della terra hanno raggiunto la quota dei 7 miliardi e secondo i demografi nel 2040 si raggiungeranno i 9 miliardi. Anno in cui si registrerà un’inversione di rotta per tornare ai 7 miliardi entro il 2100. Fatto sta che ci sono voluti solo 12 anni per incrementare di un miliardo la popolazione mondiale, e il pianeta non è pronto. A maggior ragione se si considera che la prossima tappa è quella degli otto miliardi, previsti per il 2014.

Sempre più attuale il problema della fame nel mondo che non riguarda solo la produzione del cibo, ma anche la sua distribuzione. Attualmente un miliardo di persone su 7 muoiono di fame, mentre un altro miliardo è sovra nutrito. Motivo per cui si sta lavorando alla realizzazione della cosiddetta Carta 2015, un documento nel quale verrà indicato – uno dei promotori è Umberto Veronesi – un percorso da seguire per sconfiggere la fame nel mondo.

I numeri della domanda alimentare che si prevede per il futuro fanno paura: su scala globale è destinata ad aumentare del 70 per cento entro il 2050 e la produzione agricola è sempre più minacciata dai cambiamenti climatici, dalla scarsità di acqua e di terreni coltivabili. Innovazione sostenibile sembra essere sempre di più l’unica strada da seguire per garantire a tutti il diritto al cibo: che questa si chiami agricoltura blu, chimica, o più semplicemente risparmio energetico.

(Nereo Brancusi)
 

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