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Falene OGM

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Gli scienziati rilasciano per la prima volta in natura delle falene geneticamente modificate

La tignola delle crucifere (Plutella xylostella) è un tipo di falena parassita che mangia una varietà di colture e che, essendo in gran parte resistente agli insetticidi, genera una perdita economica molto grande.

Per contrastarla, un team internazionale di ricercatori ha creato una squadra di falene dello stesso tipo ma geneticamente modificate che potrebbero sopprimere la popolazione di questi parassiti in modo sostenibile. E poi l’hanno rilasciate in natura, di recente, per la prima volta.

Nello studio, pubblicato sulla rivista Frontiers in Bioengineering and Biotechnology, i ricercatori hanno spiegato di aver progettato le falene in modo che quando i maschi del ceppo si accoppiano con le femmine selvatiche, la prole femmina nasca morta. La prole maschio, tuttavia, sopravvivrà e si accoppierà con le femmine rimanenti, ripetendo il ciclo fino a quando la popolazione complessiva non sarà ridotta.

«La nostra ricerca si basa sulla tecnica degli insetti sterili per la gestione degli insetti sviluppata negli anni ’50», ha detto il ricercatore Anthony Shelton della Cornell University in un comunicato stampa, aggiungendo che «l’uso dell’ingegneria genetica è semplicemente un metodo più efficiente per ottenere lo stesso fine».

Prima di rilasciare gli insetti OGM in natura, i ricercatori li hanno contrassegnati con una polvere fluorescente. Ciò ha permesso alla squadra di rintracciare le falene per vedere come si sarebbero comportate in relazione alle loro controparti selvagge – e sono stati molto contenti di quello che hanno visto.

Naturalmente, il rilascio di qualsiasi organismo geneticamente modificato in natura porta con sé una serie di preoccupazioni perché potrebbe avere un impatto imprevisto sulla specie stessa o sull’ecosistema, ma gli scienziati hanno rassicurato tutti su questo punto.

 

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